<?xml version='1.0' encoding='windows-1252'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-35242572</atom:id><lastBuildDate>Wed, 09 Sep 2009 07:44:47 +0000</lastBuildDate><title>CRM:  GESTIONE DELLE RELAZIONI</title><description></description><link>http://www.vale-net.it/blog/Default.asp</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Vale-net)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>41</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-3664410067739827155</guid><pubDate>Mon, 07 Sep 2009 10:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-09T09:44:47.153+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Logistica</category><title>Logistica e CRM: l'importanza di una corretta gestione della Supply Chain</title><description>&lt;p&gt;La &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;logistica &lt;/span&gt;ha certamente un ruolo fondamentale per ogni azienda, oggi forse più che in passato dati i mutamenti che il mercato continua a subire dall'avvento e sviluppo di internet su scala globale.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Con "logistica" si intende comunemente l'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;insieme di attività di natura organizzativa, gestionale e strategica&lt;/span&gt; che, all'interno dell'azienda, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;governano e ottimizzano i flussi di beni materiali e di informazioni&lt;/span&gt;, dalle origini – fornitori – fino alla consegna dei prodotti finiti ai clienti, o addirittura oltre con i servizi post-vendita.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In sostanza, la logistica si occupa della gestione delle relazioni con Clienti-Fornitori e dell'organizzazione dei processi e delle attività. Il suo compito consiste dunque nella pianificazione e nella coordinazione di tutte le attività necessarie per raggiungere il livello di servizio desiderato al minor costo possibile. È qui che entra in gioco il concetto di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Supply Chain Management&lt;/span&gt; (SCM), ossia la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"gestione della catena di fornitura"&lt;/span&gt;, che si prefigge di massimizzare il livello di servizio offerto al cliente finale ottimizzando al contempo i costi operativi e il capitale impegnato.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L'ottimale gestione della Supply Chain consente di migliorare molti aspetti: gestione e pianificazione della domanda, il trattamento degli ordini, programmazione dell'utilizzo dei materiali, integrazione fra domanda e fornitura, coordinamento fra produzione, logistica e marketing.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/Image-772189.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 231px; height: 210px;" src="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/Image-772187.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Con il progresso tecnologico determinato dall'avvento di internet e dal costante sviluppo dei software gestionali impiegati nelle aziende, le attività legate alla logistica hanno subito una forte evoluzione. Oggi è possibile avvalersi di piattaforme gestionali che operano all'interno di una rete globale per consentire una gestione sempre più efficace della catena di fornitura: una di queste piattaforme è proprio il &lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;CRM&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Considerare un sistema di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Customer Relationship Management&lt;/span&gt; esclusivamente come un mezzo per gestire le relazioni con la clientela è estremamente riduttivo. Un moderno CRM permette bensì di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;gestire l'intera gamma di attività logistiche&lt;/span&gt;: trasporto, stoccaggio, prelievo, gestione dell'ordine, giacenze, gestione dei resi e degli imballaggi; esso permette di ricostruire l'intera storia del prodotto e del processo che lo porta al cliente finale. Si tratta insomma di uno strumento completo che rende possibile l'acquisizione delle informazioni relative alle interazioni con i clienti, le quali, integrate con opportune analisi, offrono un mosaico meglio definito sulle possibili strategie da seguire per orientare la promozione, ottimizzare la produzione e incrementare le vendite.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per ogni odierna realtà commerciale è fondamentale comprendere che la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;competitività &lt;/span&gt;non è più determinata solamente dalla qualità del prodotto in sé, ma da un più ampio complesso di fattori che ruotano attorno alla comprensione delle esigenze della clientela e soprattutto all'ottimizzazione del ciclo logistico che da un lato permette di controllare il centro dei costi (ottimizzando produttività e risorse impiegate), dall'altro lato consente di raggiungere la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Customer Satisfaction&lt;/span&gt; e la fidelizzazione dei clienti con servizi efficienti e mirati.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un'appropriata "cultura del CRM" va al di là dell'utilizzo dello strumento tecnologico in quanto tale, spostandosi verso l'adozione di un modello gestionale che rivela la sua forza in molteplici ambiti aziendali – logistica appunto ma anche vendite e assistenza, finanza, risorse umane, produzione, ricerca e sviluppo – tutti comunque orientati al raggiungimento di un maggior livello di competitività e all'acquisizione di quella capacità di prevedere, con un più ridotto margine di errore, le evoluzioni del mercato di riferimento in tutte le sue possibili declinazioni.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-3664410067739827155?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2009/09/logistica-e-crm-limportanza-di-una.html</link><author>noreply@blogger.com (Vale-net)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-7075873450487646931</guid><pubDate>Wed, 26 Nov 2008 13:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-26T15:21:16.122+01:00</atom:updated><title>La gestione del Patrimonio Informativo Aziendale</title><description>Gestire in modo efficace e strategico l'&lt;b&gt;eterogeneità dei dati e delle informazioni aziendali&lt;/b&gt; è sempre più una priorità nell'ambito della &lt;i&gt;Business Intelligence&lt;/i&gt; e una delle principali sfide per il mondo dell'&lt;b&gt;Information Technology&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Il &lt;b&gt;Patrimonio Informativo Aziendale&lt;/b&gt; (PIA) viene definito come quell'insieme di dati aziendali che dallo stato “grezzo” passano attraverso dei processi di “raffinazione” che li filtrano, li sintetizzano e li aggregano, trasformandoli insomma in informazioni utili per l'azienda.&lt;br /&gt;Oggi è necessario riuscire a &lt;b&gt;integrare le nuove applicazioni di gestione delle informazioni&lt;/b&gt; con i &lt;i&gt;sistemi legacy&lt;/i&gt; (ossia quei sistemi IT che utilizzano tecnologie meno recenti), implementare le piattaforme &lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;CRM&lt;/a&gt; in modo tale che rendano più efficiente la raccolta e l'analisi di dati: vi è dunque l'esigenza di un approccio sempre più integrato nella gestione delle informazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/dati-aziendali-746103.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 242px; height: 190px;" src="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/dati-aziendali-746100.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La quantità di dati raccolti da un'azienda nel corso della sua attività è sempre più elevata. Se da un lato è del tutto evidente che col passare degli anni vi sia una progressiva acquisizione di dati, dall'altro lato tale aumento è sempre più caratterizzato da un &lt;b&gt;andamento esponenziale&lt;/b&gt;: questo perché sono sempre più numerose le fonti da cui l'azienda ha la possibilità di attingere i dati: sistemi gestionali, database transazionali e CRM, registrazione ordini, fatturazione, dati di produzione, risorse umane, inventario, logistica, gestione delle attività, call center, assistenza clienti, campagne di marketing, log degli accessi ai siti web e dati dei visitatori, fogli elettronici e database personali. La lista potrebbe continuare ma appare sufficientemente ovvio che si tratta di un &lt;b&gt;patrimonio fondamentale per ogni azienda&lt;/b&gt;, una ricchezza che tuttavia corre il rischio di disperdersi a causa dell'eccessiva quantità e varietà.&lt;br /&gt;Si tratta insomma di una risorsa che deve essere valorizzata mediante adeguati investimenti in strumenti che agevolino i processi di gestione delle informazioni: maggiore è la capacità dell'azienda di &lt;b&gt;raccogliere, filtrare, archiviare&lt;/b&gt; questi dati, più efficiente ne risulta &lt;b&gt;l'analisi e l'estrazione di contenuti rilevanti&lt;/b&gt;, ossia la trasformazione da dati grezzi a informazioni che possono entrare a far parte del PIA. Tutto ciò si traduce in una maggior &lt;b&gt;conoscenza&lt;/b&gt; da parte dell'azienda stessa relativamente al proprio mercato di riferimento, in una maggior &lt;b&gt;competitività&lt;/b&gt; rispetto alla concorrenza, in una più efficiente &lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/2008/06/decalogo-della-fidelizzazione-concetti.html"&gt;fidelizzazione della clientela&lt;/a&gt;: il risultato finale per l'azienda è quindi l'&lt;b&gt;ottimizzazione del proprio business&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/pc-757418.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 222px; height: 166px;" src="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/pc-757398.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un'ottimale gestione delle informazioni passa dunque attraverso l'utilizzo di sistemi di &lt;i&gt;data warehousing&lt;/i&gt; o di software che consentano un'efficace &lt;b&gt;filtraggio dei dati&lt;/b&gt; (misurandone contemporaneamente &lt;b&gt;qualità e affidabilità&lt;/b&gt;) al fine di produrre (attraverso un'analisi programmata per obiettivi) informazioni rilevanti che risultino inoltre centralizzate e accessibili.&lt;br /&gt;Questo è possibile anche con un &lt;b&gt;CRM personalizzato&lt;/b&gt;: un'opportuna integrazione tra &lt;b&gt;CRM Operativo&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;CRM Analitico&lt;/b&gt; permette di raccogliere e “strutturare” i dati per poi passare all'analisi e concretizzarsi in un'efficiente &lt;a href="http://www.vale-net.it/crm/archiviazione-ottica-dei-documenti.asp"&gt;archiviazione delle informazioni&lt;/a&gt; facilitandone inoltre la condivisione ad ogni livello operativo dell'azienda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-7075873450487646931?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2008/11/la-gestione-del-patrimonio-informativo.html</link><author>noreply@blogger.com (Vale-net)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-1850170129538931678</guid><pubDate>Thu, 09 Oct 2008 10:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-09T12:42:09.159+02:00</atom:updated><title>Alla ricerca della clientela perduta: come un CRM e un Call Center aiutano a guadagnare (o riguadagnare) la fiducia dei clienti</title><description>Ogni azienda ha dei clienti che se ne vanno.&lt;br /&gt;Ci sono svariati motivi che possono determinare la partenza di questi clienti e la migliore reazione possibile consiste nel &lt;b&gt;comprendere le ragioni che hanno portato alla separazione&lt;/b&gt; e mettere in moto quel processo che riporti da voi la clientela perduta o che vi consenta di acquisirne di nuova.  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Solitamente le aziende che fanno grandi sforzi per &lt;b&gt;riconquistare la fiducia dei clienti&lt;/b&gt; ottengono come risultato un rapporto ben più forte di quello che c'era in precedenza. Uno strumento come il &lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;&lt;b&gt;CRM&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (&lt;i&gt;Customer relationship Management&lt;/i&gt;) e un servizio di &lt;b&gt;Call Center&lt;/b&gt; versatile e competente sono in grado di offrire un grande aiuto nella &lt;b&gt;gestione delle strategie finalizzate al recupero della clientela&lt;/b&gt;. Vediamo come.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Innanzitutto è possibile &lt;b&gt;tracciare i clienti che se ne sono andati&lt;/b&gt;. La maggior parte delle aziende stila delle percentuali che quantificano il numero relativo alla clientela recentemente acquisita e a quella che ha abbandonato l'azienda. Questi dati sono troppo spesso limitati al loro livello di incidenza sul bilancio aziendale, senza mettere in luce le effettive ragioni che hanno determinato il &lt;b&gt;flusso in entrata e in uscita&lt;/b&gt;. Quantificare il volume di clienti perduti e la flessione del volume d'affari può essere fatto mensilmente o trimestralmente (a seconda dei volumi del vostro modello di business) ed è certamente il primo passo da compiere ma quello immediatamente successivo deve essere la &lt;b&gt;comprensione&lt;/b&gt; delle ragioni che hanno portato a una flessione.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;È dunque opportuno &lt;b&gt;identificare e segmentare i clienti perduti&lt;/b&gt;. I clienti, si sa, non sono tutti  uguali: benché sia comunque necessario approcciarsi a loro col medesimo rispetto e con la medesima fiducia, in modo che possa essere stabilito un rapporto solido e duraturo, è pur sempre vero che &lt;b&gt;i clienti non incidono sul volume d'affari alla stessa maniera&lt;/b&gt; e non tutti sono in grado di portare reale valore all'azienda. Per questo i clienti, una volta identificati, vanno segmentati in funzione del recupero di quelli più significativi.&lt;/p&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A questo punto è necessario &lt;b&gt;entrare in contatto con la clientela che si vuole recuperare&lt;/b&gt;, raggiungendola con rispetto, con argomentazioni ragionevoli e toni riconcilianti. Una telefonata può essere ideale perché consente di sentire subito il polso della situazione senza per questo risultare troppo invadente. È bene avere dei &lt;b&gt;gruppi appositi di persone all'interno dell'azienda per contattare la clientela&lt;/b&gt;, persone &lt;b&gt;addestrate nel recupero della conversazione&lt;/b&gt; più che nelle strategie di vendita. La prima cosa da fare è &lt;b&gt;scusarsi con il cliente&lt;/b&gt;, successivamente è necessario passare alla fase di &lt;b&gt;“ascolto”&lt;/b&gt; chiedendogli spiegazioni sulle ragioni del suo abbandono. Il terzo passaggio di questa fase consiste nella &lt;b&gt;diagnosi dei problemi&lt;/b&gt;, verificando di nuovo con il cliente i motivi della sua decisione e catalogando tali informazioni per l'azienda. Il passo consecutivo consiste nell'esprimere &lt;b&gt;sostegno&lt;/b&gt; alla clientela offrendo &lt;b&gt;assistenza immediata&lt;/b&gt; per la risoluzione del problema. Queste particolari competenze non andrebbero esternalizzate ma sviluppate all'interno dell'azienda, creando un team di &lt;b&gt;Call Center motivato e gratificato&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Alcuni particolari clienti potrebbero essere contattati direttamente dai dirigenti, questo fa sentire la clientela importante e spesso si rivela molto efficace ai fini del suo recupero.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo aver raccolto le informazioni relative alle cause della partenza è necessario classificarle e agire di conseguenza. &lt;b&gt;Le critiche e le lamentele della clientela costituiscono un utilissimo feedback&lt;/b&gt;, un'opportunità che consente di &lt;b&gt;verificare la qualità dei servizi proposti&lt;/b&gt; dalla vostra azienda ed eventualmente avere già le direzioni verso cui dirigere gli sforzi per un miglioramento (anche relativamente all'acquisizione di nuova clientela e al mantenimento di quella esistente). In una concreta e ottimale &lt;b&gt;gestione delle relazioni con la clientela&lt;/b&gt;, la comprensione e la successiva risoluzione dei problemi del cliente devono rappresentare delle priorità.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Una volta che il cliente ha accettato di usufruire nuovamente dei vostri servizi o prodotti, &lt;b&gt;abbiate per loro un occhio di riguardo&lt;/b&gt;: effettuate &lt;b&gt;periodiche revisioni delle loro esperienze&lt;/b&gt;, monitorando le chiamate del servizio clienti, acquisti, richieste di supporto e tutti quegli indicativi in grado di verificare lo “stato di salute” del rapporto riavviato, prendendo di volta in volta le dovute contromisure: le vostre attenzioni non passeranno inosservate.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-1850170129538931678?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2008/10/alla-ricerca-della-clientela-perduta.html</link><author>noreply@blogger.com (Vale-net)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-3557986716082195380</guid><pubDate>Tue, 23 Sep 2008 07:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-23T10:47:24.411+02:00</atom:updated><title>Knowledge Management e Information Management: la gestione della conoscenza passa attraverso la gestione delle informazioni</title><description>Nell'attuale contesto globale la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;conoscenza&lt;/span&gt; viene vista come una condizione basilare per ottenere un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vantaggio competitiv&lt;/span&gt;o nel mercato di riferimento e l'efficace &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;gestione delle informazioni&lt;/span&gt; rappresenta la chiave per raggiungere tale conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'informazione costituisce un elemento di fondamentale importanza e la sua corretta gestione è essenziale per ogni azienda che miri a occupare posizioni di vertice nel rispettivo mercato. Questo perché con l'andare del tempo tali aziende si trovano a dover operare in un più ampio ambiente di riferimento e si trovano a dover affrontare un considerevole &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aumento della complessità gestionale&lt;/span&gt;, pur avendo la necessità di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rispondere in modo rapido ed efficace alle istanze provenienti dall'esterno&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le informazioni costituiscono per un'azienda anche un'importante risorsa: si tratta di risorse particolari perché, a differenza di quelle materiali, queste non si esauriscono con l'utilizzo ma anzi si autoalimentano nel tempo accrescendo dunque il potenziale strategico dell'azienda stessa. Ecco perché diventa non solo utile ma addirittura indispensabile disporre di efficaci &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;strumenti informativo-comunicazionali&lt;/span&gt; che consentano all'azienda di ottimizzare il monitoraggio del flusso di comunicazioni in entrata e in uscita, di archiviare e &lt;a href="http://www.vale-net.it/v-Doc.asp"&gt;gestire le informazioni&lt;/a&gt; in modo efficiente ed efficace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/knowledge-management-760001.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/knowledge-management-759994.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(immagine tratta da "Knowledge Management: Everyone Benefits by Sharing Information, by Mike Burk, in Public Roads, November-december 1999, v. 63, n.3)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tali strumenti offrono diverse &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;opportunità&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;consentono ai vari reparti IT delle aziende di gestire e analizzare al meglio il costante incremento dei dati&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;assicurano praticità nella acquisizione delle informazioni relative alle risorse disponibili&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;semplificano e velocizzano i processi di tracking e distribuzione delle informazioni&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;permettono di eliminare la ridondanza nelle informazioni accertandone inoltre la correttezza&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;prevengono ritardi in fase di progettazione, produzione e distribuzione&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;diminuiscono i costi nella gestione delle relazioni con fornitori e clientela&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;sono personalizzabili alle specifiche esigenze dell'azienda attraverso semplici configurazioni&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;ottimizzano l'archiviazione dei documenti aziendali&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;dispongono di funzioni di ricerca pratiche e veloci per il recupero delle informazioni&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I più funzionali usufruiscono di un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;archivio centralizzato accessibile da Internet&lt;/span&gt;, disponibile perciò in qualsiasi momento, inoltre permettono di restringere, attraverso autenticazioni con username e password, l'accesso alle informazioni a determinati utenti, in modo da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;assicurare la necessaria protezione delle informazioni riservate&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gestire le informazioni aziendali adottando piattaforme &lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;CRM&lt;/a&gt; o evoluti software gestionali consente dunque ad un'azienda di mantenere o addirittura incrementare il proprio vantaggio competitivo, dimostrandosi pronta ad affrontare con efficienza i mutamenti del mercato perché in possesso della necessaria conoscenza e in grado di attuare le più efficaci strategie per ottenere i migliori risultati possibili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-3557986716082195380?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2008/09/knowledge-management-e-information.html</link><author>noreply@blogger.com (Vale-net)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-2936426370268909712</guid><pubDate>Tue, 02 Sep 2008 08:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-02T10:15:55.808+02:00</atom:updated><title>Le nuove frontiere della Business Intelligence</title><description>In passato, quando si parlava di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Business Intelligence (BI)&lt;/span&gt; ci si riferiva essenzialmente a software progettati per consentire alle aziende di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;comprendere meglio la loro attività&lt;/span&gt;. Oggi il concetto di BI si è evoluto per diventare un termine che descrive &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;come le aziende utilizzano e analizzano le informazioni&lt;/span&gt; per prendere decisioni e gestire ogni processo. Ci si è mossi da un applicativo utilizzato su limitati progetti di base alle molteplici applicazioni che possono essere utilizzate non solo a livello di un singolo reparto dell'azienda, ma in tutta l'intera rete di attività della stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le tecnologie BI sono ora molto più facili da usare. Sono finiti i tempi di sistemi arcaici e lenti. Gli strumenti BI di oggi sono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sofisticati e user-friendly&lt;/span&gt;, consentendo alle aziende di migliorare il loro modo di fare business, sostenendo i più elevati obiettivi di business, in grado di attrarre e mantenere nuovi clienti e di offrire notevole supporto nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi. Quindi non c'è da meravigliarsi che la business intelligence sia oggigiorno tra le principali priorità in ambito tecnologico di molte aziende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/business_intelligence-756454.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/business_intelligence-756452.jpg" alt="Business Intelligence" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oggi, a livello globale, le imprese si trovano di fronte a una sfida. L'immensa quantità e varietà di dati che stanno accumulando ha portato alla creazione di isolati silos di informazioni per ciascun dipartimento. Ne risulta una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mancanza di conoscenza condivisa, inefficienza e la successiva perdita di reddito potenziale&lt;/span&gt;. Inoltre, vi è un costante incremento relativamente alla necessità per le imprese di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rispondere dinamicamente ai cambiamenti dell'industria e del mercato&lt;/span&gt; e di essere più agili nella loro capacità di pianificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli odierni strumenti di &lt;a href="http://www.vale-net.it/v-analysis.asp"&gt;Business Intellligence&lt;/a&gt; sono in grado di raccogliere la sfida analizzando tanto dati strutturati quanto quelli non strutturati. Storicamente i software BI si sono focalizzati sulla capacità di consentire alle aziende di raccogliere informazioni che si trasformassero poi in intuizioni, consentendo a tutti di accedervi con apposite interfacce in base alle specifiche esigenze. Ora gli strumenti BI sono in grado di fare molto di più e sono utilizzati maggiormente per i processi decisionali strategici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;strumenti per la gestione delle strategie&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;CRM&lt;/a&gt;) aiutano a illustrare e misurare i progressi di nuove iniziative, mentre gli strumenti di pianificazione finanziaria e di bilancio assicurano che le risorse richieste siano disponibili. Tutto ciò porta ad una più efficiente gestione delle informazioni e ad un cambiamento rilevante nel modo di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fare business&lt;/span&gt;. Quello che forse ancora manca è la presenza di norme e regolamenti certi che aiutino le aziende a prendere le decisioni corrette in modo consapevole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-2936426370268909712?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2008/09/le-nuove-frontiere-della-business.html</link><author>noreply@blogger.com (Vale-net)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-2287282112816736126</guid><pubDate>Mon, 04 Aug 2008 07:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-04T10:11:50.715+02:00</atom:updated><title>Gestire le esperienze della clientela: il ruolo della tecnologia</title><description>L'ultima tendenza delle società operanti nel settore marketing è quella di implementare la &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;gestione delle esperienze della clientela&lt;/span&gt; mediante l'utilizzo di strumenti tecnologici in grado di veicolare contenuti sempre più pertinenti sia in entrata che in uscita. Sebbene la tecnologia non rappresenti l'unico aspetto rilevante del &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Customer Relationship Management&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;CRM&lt;/a&gt;), tali società si rivolgono a essa per ottenere efficace supporto in diverse applicazioni:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Automazione&lt;/span&gt;. Nel tentativo di raggiungere risultati efficaci nella raccolta di dati maggiormente precisi e pertinenti relativamente alle esperienze della clientela, le società di marketing cominciano a cambiare le proprie strategie di comunicazione passando da modelli che prevedono esclusivamente contenuti in uscita verso l'&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;acquisizione di messaggi-chiave forniti direttamente dai comportamenti e dalle azioni della clientela&lt;/span&gt;. Oltre a essere utile per orientare al meglio la personalizzazione dei servizi rivolti al cliente, la raccolta di tali &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;messaggi-chiave&lt;/span&gt; ha l'ulteriore vantaggio di poter essere automatizzata. Le odierne campagne di marketing stanno infatti andando oltre quei modelli tradizionali limitati esclusivamente al “&lt;span style="font-style:italic;"&gt;push&lt;/span&gt;”, alla “spinta” nella veicolazione di un messaggio, integrando altresì applicazioni automatizzate come: la raccolta di dati in tempo reale, l'individuazione di eventi, la gestione dei flussi di informazioni e dei vari processi nelle campagne multi-fase.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Collaborazione&lt;/span&gt;. La pertinenza non è riferita solo al messaggio in sé. È necessario &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;focalizzarsi equamente anche sul “tempo” e sul “luogo”&lt;/span&gt;. Vista dalla prospettiva del cliente la pertinenza è integrata e multi-canale. Tanto quanto le società di marketing opereranno per incrementare la rilevanza dei propri contenuti, per mettere al centro le esigenze del cliente e differenziarne le esperienze, più si renderà necessario per loro &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;cooperare con altri team&lt;/span&gt; attivi nel medesimo settore o fare in modo che vi sia un'efficace &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;collaborazione fra le varie divisioni all'interno della società stessa&lt;/span&gt; (per esempio la coordinazione tra divisione marketing e servizio clienti). La tecnologia può agevolare la collaborazione fornendo una “tempificazione” pianificata per le operazioni di marketing, individuando aree di lavoro comuni per team virtuali, in modo che gruppi di lavoro multifunzionali possano progettare, realizzare e lanciare programmi integrati, facilitati in ogni singolo processo.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Integrazione&lt;/span&gt;. L'integrazione è un requisito fondamentale del marketing rilevante. Sia che si tratti di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;integrare i dati disparati&lt;/span&gt; provenienti dalle varie sezioni di un'azienda oppure di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;integrare i gruppi di lavoro&lt;/span&gt; per razionalizzare i processi di marketing, l'utilizzo della tecnologia è indispensabile. Inoltre, un'efficace combinazione di strumenti applicativi, che è essa stessa integrata e in grado di supportare l'intero processo di marketing, può semplificare notevolmente le difficoltà che i professionisti del marketing incontrano per rendere un messaggio più rilevante e maggiormente &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;focalizzato sul cliente&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;customer-focused&lt;/span&gt;).&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Incrementare la tecnologia IQ (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Intelligence Quality&lt;/span&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tecnologia può essere uno strumento decisamente utile ma talvolta rischia di diventare un grave ostacolo. Perché? &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Molte società di marketing mancano di una sufficiente padronanza degli strumenti tecnologici&lt;/span&gt;. Chi opera in questo settore dovrebbe già sapere quanto essa sia una componente fondamentale nelle operazioni di marketing, quanto il marketing rilevante richieda giorno per giorno l'accesso ai dati oltre che iterativi livelli di analisi: tali necessità non vengono adeguatamente soddisfatte dalle tradizionali società IT, ancora ancorate a modelli &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;focalizzati sul prodotto&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;product-focused&lt;/span&gt;). Le società di marketing che vogliono saper approfittare al meglio della gestione delle esperienze della clientela, attraverso contenuti customer-focused e strategie di comunicazione marketing davvero rilevanti, devono necessariamente incrementare il livello di competenza relativamente alle &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;tecnologie IQ&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Intelligence Quality&lt;/span&gt;) usabili e interattive, da sviluppare internamente o attraverso un affidabile partner specializzato nella fornitura di tali servizi che si comporta come un prolungamento della società di marketing.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-2287282112816736126?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2008/08/gestire-le-esperienze-della-clientela.html</link><author>noreply@blogger.com (Vale-net)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-9139326222335966021</guid><pubDate>Tue, 15 Jul 2008 10:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-18T11:52:43.195+02:00</atom:updated><title>GeoMarketing e segmentazione della clientela</title><description>Negli ultimi anni va intensificandosi il ricorso ai nuovi strumenti messi a disposizione dal &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;GeoMarketing&lt;/span&gt;, grazie ai quali è possibile “segmentare la clientela” in modo efficace e vantaggioso. Gli sviluppatori di web solutions possono contare su Google Maps che permette la “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;georeferenziazione&lt;/span&gt;” delle aziende attraverso l'utilizzo dei codici html che sono necessari per inserire le varie mappe all'interno dei siti aziendali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/image1-798746.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 361px; height: 200px;" src="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/image1-798696.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vale-Net è attiva già da tempo nello sviluppo delle applicazioni di GeoMarketing, anche se si possono citare altre società in grado di fornire alla propria clientela servizi funzionali, sia per quanto riguarda il GeoMarketing “puro” (come ad esempio TPS Italia o UbiEst) sia relativamente a quello asservito agli itinerari turistici (tra cui si possono citare Pagine Gialle o ViaMichelin, che dispongono di mappe proprietarie con relativi software per gestirne la visualizzazione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al fine di essere maggiormente visibili sul web e farsi raggiungere più agevolmente dalla clientela, i negozi, gli hotel e tutte le altre strutture turistiche e commerciali hanno cominciato a utilizzare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;inserzioni georeferenziate&lt;/span&gt; sempre più innovative e funzionali. Con “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;georeferenziazione&lt;/span&gt;” si intende comunemente un report in grado di visualizzare dati su una mappa geografica, tecnicamente si tratta di una procedura secondo la quale, attraverso dei punti di controllo detti GCP (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ground Control Point&lt;/span&gt;), ad ognuno dei punti di un immagine vengono assegnate delle coordinate standard (città, vie, CAP, ecc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/image2-714475.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 306px; height: 220px;" src="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/image2-714416.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le opportunità messe a disposizione dal GeoMarketing vanno comunque al di là degli aspetti legati alla visibilità dell'azienda: da un insieme di dati ottenuti su base geografica è infatti possibile orientare una serie di strategie di marketing particolarmente efficaci, tali applicazioni rendono il GeoMarketing uno strumento irrinunciabile nell'ottica di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;CRM&lt;/a&gt; Intelligence&lt;/span&gt; e di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Business Intelligence.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;GeoMarketing come supporto alle strategie aziendali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando un'azienda punta a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;differenziarsi rispetto alla concorrenza&lt;/span&gt;, deve necessariamente mettere in evidenza una serie di caratteristiche che oltre al prodotto si riferiscono anche alla clientela, ai canali di distribuzione e alla posizione geografica. Per quel che riguarda la clientela finale, gli aspetti da tenere in considerazione per un'efficace segmentazione sono di natura:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Demografica (età, sesso)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Psicografica (classe sociale, stile di vita, livello di istruzione)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Comportamentale (comportamento e frequenza d'acquisto, fedeltà alla marca/prodotto, bisogni, status)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Geografica&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Appare dunque chiaro che la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;posizione geografica&lt;/span&gt; dell'acquirente risulta un elemento di notevole rilevanza, in grado di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;influenzare il comportamento d'acquisto e la fedeltà verso la marca o verso il prodotto&lt;/span&gt; (questo naturalmente avviene in misura maggiore nel mercato fisico rispetto a quello online): il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;GeoMarketing analizza pertanto quegli aspetti legati al posizionamento dell'azienda rispetto alla clientela di riferimento&lt;/span&gt; (compresi gli aspetti relativi a distribuzione e reperibilità del prodotto).&lt;br /&gt;I dati dell'azienda pertanto devono necessariamente “declinare” anche sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dove&lt;/span&gt;, mediante il supporto di visualizzazioni georeferenziali, per poi essere confrontati con i dati socio-economici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/image4-732881.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/image4-732833.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da alcune stime risulta che possa essere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;georeferenziato circa l'80% dei dati di un'azienda, ossia&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Clientela, fornitori, partner commerciali&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Reti di vendita/acquisto&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Quote di mercato (percentuale di vendite distribuite in un dato territorio per un particolare prodotto o categoria)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;I vari &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dati interni all'azienda&lt;/span&gt; vanno inoltre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;integrati&lt;/span&gt; con parametri quali:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Dati relativi al mercato di riferimento dell'azienda stessa&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Dati socio-economici&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Suddivisibili in due macrocategorie, cioè:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Dati &lt;span style="font-style: italic;"&gt;desk&lt;/span&gt; (che possano essere reperibili facilmente e utilizzabili fin da subito)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Dati &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ad hoc&lt;/span&gt; (ottenuti mediante apposite azioni di ricerca orientate alle specifiche esigenze dell'azienda)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;Qui di seguito sono invece riportati alcuni esempi sui possibili &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;utilizzi delle funzionalità GeoMarketing&lt;/span&gt; in ambito aziendale:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Analisi di contesto&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Studio delle tendenze relativamente ai mercati potenziali&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Analisi di posizionamento&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Analisi psico-demografica rapportata ai consumi&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Studio delle normative&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Elaborazione dei Piani di Sviluppo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Simulazione e verifica dell'apertura di nuove attività commerciali&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Pianificazione delle visite nell'ambito SFA (Sales Force Automation)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per quel che riguarda specificatamente gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ambiti web&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Ricerca di prossimità (es.: quanti e quali strutture si trovano nel raggio di X km?)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ricerca e visualizzazione della struttura nella mappa&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ricerca e visualizzazione della struttura nell'area desiderata.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:leonardo.milan@vale-net.it"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-9139326222335966021?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2008/07/geomarketing-e-segmentazione-della.html</link><author>noreply@blogger.com (Vale-net)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-7773983267786119402</guid><pubDate>Thu, 26 Jun 2008 14:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-26T16:59:40.087+02:00</atom:updated><title>Decalogo della fidelizzazione: concetti-chiave per ottimizzare le relazioni con la clientela</title><description>L'idea di mantenere fedeli i clienti è senza tempo, inoltre emergono regolarmente nuove teorie e strategie circa il modo migliore per costruire e mantenere un'efficace rapporto con la propria clientela. È pertanto necessario acquisire familiarità con nuovi termini e nuovi concetti in modo da capire come creare e gestire in modo ottimale i programmi di fidelizzazione, alla luce delle attuali esigenze. Ecco una lista di 10 concetti con i quali è opportuno prendere confidenza se si vuole comprendere al meglio le potenzialità di uno strumento come il &lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;CRM&lt;/a&gt;. &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Relationship Marketing&lt;/b&gt;: è  una strategia di marketing che enfatizza la fedeltà e il  mantenimento della clientela, proiettata verso una fidelizzazione a  lungo termine. Usando un tale tipo di approccio, una compagnia mira  a sviluppare a forti e duraturi collegamenti con i clienti, fornendo  loro informazioni propriamente adatte ai rispettivi bisogni e  interessi. Questo orientamento si traduce spesso in un aumento di  attività quali il passaparola, in comportamenti d'acquisto a  lungo termine e una maggior disponibilità nel fornire  informazioni.&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Transactional Marketing&lt;/b&gt;: è  una strategia di marketing che si concentra su una singola  transazione e non sulla relazione con il cliente nel suo complesso.  Questo approccio determina rapporti con la clientela basati sul  breve termine, senza la necessità di considerare gli aspetti  legati al lungo termine com'è invece necessario fare in una  strategia di Relationship Marketing. Molte organizzazioni, durante  la creazione di una strategia di marketing, confrontano vantaggi e  svantaggi fra Transactional e Relationship Marketing.&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Coalition Loyalty Program&lt;/b&gt;:  è un programma di fidelizzazione caratterizzato da una serie  di benefits che più aziende propongono alla clientela,  organizzati in un pacchetto unico di prodotti o servizi. Si tratta  di un programma particolarmente vantaggioso per le piccole e medie  imprese (PMI) perché consente loro di offrire alla propria  clientela una varietà di benefici a basso costo e di moda.&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Frequency Marketing Program&lt;/b&gt;:  mira a massimizzare il numero di visite, ordini e acquisti da parte  dei clienti premiandoli in base al loro comportamento d'acquisto.  Molte catene di supermercati, ad esempio, offrono alla propria  clientela fidelity card per ottenere sconti su determinati prodotti.&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Enforced Loyalty&lt;/b&gt;: una  fidelizzazione forzata che si verifica quando una compagnia richiede  un contratto a lungo termine per l'utilizzo dei suoi prodotti o  servizi. Per esempio, un Internet Service Provider (ISP) la realizza  richiedendo ai clienti di registrarsi per un certo periodo di tempo  al fine di usufruire di un determinato servizio.&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Personalization&lt;/b&gt;: spesso  definita come “one-to-one marketing”, è una strategia  attraverso la quale si organizza “su misura” un sito web, con  prodotti e servizi pensati per soddisfare le specifiche esigenze del  cliente. Offrire ampie possibilità di personalizzazione è  una delle principali caratteristiche di un buon &lt;a href="http://www.vale-net.it/crm/software-crm.asp"&gt;software CRM&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Post-sales Support&lt;/b&gt;: il  supporto post-vendita consiste in una serie di servizi che l'azienda  mette a disposizione della clientela dopo che la vendita è  stata completata e rappresenta un modo per raggiungere la  soddisfazione del cliente per l'acquisto fatto e per realizzare  un'efficace fidelizzazione. Questi servizi includono spesso il  monitoraggio di un processo, assicurandosi che un determinato  prodotto sia stato consegnato, installato e utilizzato  correttamente, e fornendo al cliente la necessaria manutenzione  oltre alle dovute informazioni su come garantire un'adeguata cura al  prodotto stesso.&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;b&gt;Growable” Customers&lt;/b&gt;:  sono quei clienti che non sono caratterizzati in un dato momento da  un'alta rilevanza per l'azienda ma che possono potenzialmente  diventare solidi e fedeli clienti in futuro. Questi clienti non  rappresentano il target di riferimento ma possono essere “allevati”  e fare mercato nel tempo se l'azienda comincia a prendere in  considerazione le loro esigenze.&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Below-zero Customers&lt;/b&gt;: si  tratta di quei clienti che comportano per un'azienda più  costi che ricavi. Questi clienti rischiano di diventare un peso  notevole per lo sviluppo stesso dell'azienda e tutti i maggiori  esperti di marketing raccomandano di individuarli e sbarazzarsene  per tempo.&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Punch-card Loyalty Program&lt;/b&gt;:  svariati programmi di fidelizzazione prevedono la consegna di carte  fedeltà attraverso le quali la clientela viene “ricompensato”  nel caso di un particolare acquisto. Un esempio di questa popolare  strategia è offerto da molte compagnie aeree che, una volta  acquistato un volo, premiano i rispettivi passeggeri con un  proporzionale chilometraggio gratuito per un viaggio futuro a bordo  dei propri aeroplani.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-7773983267786119402?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2008/06/decalogo-della-fidelizzazione-concetti.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-3474461205998064737</guid><pubDate>Mon, 09 Jun 2008 13:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-18T11:55:02.753+02:00</atom:updated><title>Progetti CRM e Risk Management</title><description>Alcuni giorni fa ho ultimato l’implementazione di un CRM per un’azienda che ha approfittato dell'opportunità di un finanziamento regionale. Per ovvie ragioni di riservatezza non posso citare il nome dell'azienda e il relativo settore di competenza, posso solo dire che si tratta azienda di servizi operante nel terziario avanzato.&lt;br /&gt;Questo progetto mette comunque in evidenza la capacità che ha il CRM di allineare i vari processi aziendali riguardanti il cliente assieme a tutti i canali rappresentanti le principali azioni di contatto/relazione con la clientela sia acquisita che potenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fasi di realizzazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Relativamente alle fasi di implementazione del progetto “Process &amp;amp; Customer Management”, di solito, operando nei progetti di miglioramento continuo (si veda ISO 900/2000), viene attuato l’approccio PLAN (obiettivi e pianificazione) – DO (implementazione) – CHECK (verifica dei risultati raggiunti) – ACT (azioni correttive).&lt;br /&gt;Queste le fasi salienti nel progetto “Process &amp;amp; Customer Management”:&lt;br /&gt;- Fase 1: Proposta e definizione degli obiettivi&lt;br /&gt;- Fase 2a: Analisi dei processi e delle attività operative&lt;br /&gt;- Fase 2b: Valutazione e scelta delle alternative&lt;br /&gt;- Fase 3: Installazione e Implementazione&lt;br /&gt;- Fase 4: Ottimizzazione e verifiche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/image-762371.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/image-762369.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Risk Management per un progetto CRM&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo articolo intendo prendere principalmente in esame gli aspetti considerati e approfonditi nella prima fase di Proposta e definizione degli obiettivi. Questo per offrire un'analisi su punti che raramente vengono presi in considerazione (se non ex post, ossia dopo la realizzazione di un progetto):&lt;br /&gt;- la verifica dei rischi previsti&lt;br /&gt;- la verifica della loro reale consistenza&lt;br /&gt;- la messa in atto di un’analisi anticipatoria/predittiva (che abbia cioè la capacità di prevedere i problemi e di proporre prontamente le azioni correttive in grado di attenuarne gli impatti negativi)&lt;br /&gt;Ecco il resoconto dei &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fattori di rischio&lt;/span&gt; individuati nel progetto “Process &amp;amp; Customer Management”:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Approvazione del progetto&lt;/span&gt; (elaborazione iniziale)&lt;br /&gt;a) Indisponibilità di esperti&lt;br /&gt;• Problemi nel recupero di risorse adeguate e all’altezza dei compiti previsti&lt;br /&gt;• Limitata predisposizione delle risorse al lavoro in team di progetto&lt;br /&gt;b) Definizione del problema/progetto non adeguata&lt;br /&gt;• Inappropriato approccio di problem setting: cosa fare?&lt;br /&gt;• L’azienda ha ben chiari i bisogni ma la loro definizione varia in base alle prospettive o alle aree funzionali interessate&lt;br /&gt;c) Mancanza di uno studio di fattibilità&lt;br /&gt;• Impossibilità di definire tempi/costi/qualità (il trade-off che prevede una diminuzione/aumento dei tempi/costi, oltre alla diminuzione/aumento della qualità e dell’efficacia raggiunte)&lt;br /&gt;• grazie allo studio di fattibilità è possibile verificare ex ante la possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati in un quadro di risorse date e/o da reperire&lt;br /&gt;• Per quanto riguarda il “Process &amp;amp; Customer Management”, l'azienda aveva predisposto le basi per  la realizzazione del progetto anche nel caso in cui non fosse arrivato il finanziamento pubblico&lt;br /&gt;d) Obiettivi non chiari&lt;br /&gt;• Al pari dell'assenza di uno studio di fattibilità, la mancanza di chiarezza negli obiettivi rischia di  compromettere il buon esito delle varie fasi successive o addirittura l’esito del progetto stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Avviamento del progetto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;a) Presenza di una leadership chiara e sponsor interno&lt;br /&gt;• La leadership del consulente&lt;br /&gt;• Capacità d’intervento e di decisione dello sponsor interno&lt;br /&gt;b) Pianificazione delle risorse insufficiente&lt;br /&gt;• Inadeguata assegnazione delle risorse al progetto&lt;br /&gt;• Skill inappropriati&lt;br /&gt;c) Concept iniziale e Approvazione del Progetto&lt;br /&gt;• Rallentamento nella definizione o approvazione&lt;br /&gt;• Difficoltà nel definire il problema&lt;br /&gt;• Studio di fattibilità assente&lt;br /&gt;• Mancanza di obiettivi chiari&lt;br /&gt;d) Servizi da includere nel CRM&lt;br /&gt;• Assenza di una precisa identificazione dei servizi che possono essere inclusi nel CRM&lt;br /&gt;e) Specifiche degli applicativi&lt;br /&gt;• Mancanza o ritardo relativamente alle specifiche delle applicazioni tecnologiche e delle piattaforme da integrare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pianificazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• Assenza di un appropriato piano per la gestione dei rischi&lt;br /&gt;• Pianificazione sbrigativa e superficiale&lt;br /&gt;• Inadeguata analisi dei requisiti e delle specifiche d’implementazione&lt;br /&gt;• Supporto della direzione/management assente&lt;br /&gt;• Inadatta definizione di ruoli, competenze, aree funzionali e di progetto&lt;br /&gt;a) Piano di progetto&lt;br /&gt;• Rapporto di causalità fra le varie fasi di progetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Esecuzione e implementazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• Eccessiva disparità fra applicativi esistenti e quelli utilizzati per l’implementazione&lt;br /&gt;a) Ambiente di produzione&lt;br /&gt;• Inadeguatezza delle risorse relativamente al problem solving: come fare?&lt;br /&gt;• Difficoltà (o impossibilità) nell'attuazione delle personalizzazioni richieste&lt;br /&gt;• Risorse allocate insufficienti e/o inadeguate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chiusura&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• Difficoltà nella comprensione e nell’utilizzo del sistema da parte degli utenti&lt;br /&gt;• Mancanza di Commitment (impegno e attenzione) da parte del management aziendale&lt;br /&gt;• Assenza di monitoraggio e di adeguati interventi correttivi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quando adottare il Risk Management?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Il seguente grafico mette in evidenza quanto sia elevato il rischio complessivo nelle fasi iniziali di Approvazione e di Pianificazione del progetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/image22-711559.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/image22-711546.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una iniziale interpretazione suggerisce che il Risk Management debba essere adottato nei progetti di una certa rilevanza economica, poiché andrebbe altrimenti a sottrarre preziose risorse alle successive fasi di esecuzione/chiusura del progetto.&lt;br /&gt;Questa impostazione, a mio avviso, è errata e fuorviante. Sono presenti rischi anche in progetti esecutivi, di entità economica contenuta.&lt;br /&gt;Se si esclude la produzione seriale di prodotti (vanno comunque considerati i costi di un prototipo per il modello di automobile errato o gli effetti dell'introduzione nel mercato di prodotti che non si rivelano in grado di incontrare il favore della clientela…), prendendo in esame&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; l'implementazione di applicativi&lt;/span&gt; (come il CRM) e la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;produzione di siti-portali web&lt;/span&gt;, in presenza cioè di variabili per la maggior parte intangibili, come la coerenza della comunicazione con il brand image (immagine di marca), o di variabili derivate dalla Information Architecture, come i requisiti di navigazione, di usabilità, di contesto d’uso, ecc. … siamo sicuri che sia il caso abbassare la guardia sul Risk Management, sulla fattibilità? Direi proprio di no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/image11-721846.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.vale-net.it/blog/uploaded_images/image11-721843.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Process &amp;amp; Customer Management” è un progetto in cui ben il 30% delle risorse è stato dedicato alle attività di analisi e pianificazione proprie delle due fasi iniziali. Il risultato ottenuto ha offerto notevoli soddisfazioni. L’azienda, una volta completata l'implementazione del progetto, può disporre di:&lt;br /&gt;- un check-up della situazione iniziale (as-is) e della situazione auspicata e di prospettiva (to-be)&lt;br /&gt;- una mappa dei processi implementati e da implementare (WorkFlow compresi)&lt;br /&gt;- una road map che offra adeguato supporto relativamente agli step di integrazione effettuati e da effettuare&lt;br /&gt;- strumenti di CRM che consentano lo svolgimento delle funzioni richieste e permettano al personale un facile utilizzo&lt;br /&gt;- della definizione analitica degli strumenti/funzionalità e integrazioni con prodotti di terze parti (anche per gli aspetti implementativi non ancora effettuati)&lt;br /&gt;Tutto è conseguenza dell'analisi iniziale e di un'adeguata metodologia implementativa: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;piano + work-in-progress&lt;/span&gt; (previsione, prassi, evoluzione della prassi e nuova previsione), una miscela tra metodo e adattamento adhocratico.&lt;br /&gt;Tutto perfetto dunque? In realtà bisognerebbe considerare anche le &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;criticità&lt;/span&gt; (previste e impreviste) che si riscontrano nella fase Esecuzione... ma vedremo meglio questi aspetti in un altro articolo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:leonardo.milan@vale-net.it"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-3474461205998064737?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2008/06/progetti-crm-e-risk-management-alcuni.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-7914386572957446749</guid><pubDate>Wed, 12 Mar 2008 11:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-22T12:50:29.132+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Imprementazione CRM</category><title>Implementazione di un CRM: Confronto tra implementazione applicativa e organizzativa del CRM</title><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/Ilprogettoelefasidellimplementazionediun_10E21/J0316883.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; margin: 0px 15px 0px 0px;" alt="J0316883" src="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/Ilprogettoelefasidellimplementazionediun_10E21/J0316883_thumb.jpg" align="left" border="0" height="198" width="136" /&gt;&lt;/a&gt; Per molte aziende l'implementazione &lt;a href="http://www.vale-net.it/" title="software crm"&gt;CRM&lt;/a&gt; si &lt;em&gt;concretizza&lt;/em&gt; nell'acquisto di un applicativo di CRM (una o più delle sue componenti/Line of Business: SFA - Sales Force Automation, Customer Care/Support, Contact Center, Customer Services, Marketing Automation…). Dal mio (e non solo il mio) punto di vista l’acquisto dell’applicativo (o della &lt;i&gt;soluzione&lt;/i&gt;) è sia un punto di arrivo che un punto di partenza.&lt;br /&gt;È un punto di arrivo in quanto l’azienda che intende adottare un CRM vuol dire che intende (più o meno consapevolmente) sposare la filosofia/strategia di mettere il cliente al centro delle proprie attenzioni/relazioni: a tal fine la software selection non può prescindere dagli obiettivi che l’azienda intende conseguire dai relativi requisiti/funzionalità che tendono a concretizzare tali obiettivi.&lt;br /&gt;È un punto di partenza perché gli applicativi di CRM sono validi (e non sempre indispensabili) supporti di &lt;i&gt;automazione&lt;/i&gt; e di &lt;i&gt;analisi&lt;/i&gt;: se la software selection è stata fatta con i criteri sopra riportati, l’implementazione degli applicativi in qualche modo è l’&lt;i&gt;avvio&lt;/i&gt; alla realizzazione degli obiettivi prefissati.  &lt;/p&gt;&lt;h3&gt;Ripartizione dei costi per l'adozione di un CRM&lt;/h3&gt; &lt;p&gt;I costi per un progetto CRM includono gli hardware, i servizi e i software per sviluppare il CRM selezionato, i costi del primo anno di supporto e &lt;i&gt;manteinance&lt;/i&gt;, ai quali vanno aggiunti i costi di implementazione veri e propri (composti dai costi del personale interni ed esterni impiegato per tutta la durata della selezione, analisi, personalizzazione, test, ecc., vedi capitoli successivi).&lt;br /&gt;L’istogramma riporta dei dati ricavati da un benchmark tra i più importanti competitor a livello mondiale, basato su implementazioni di CRM per 75/100 utenti, per un mercato di fascia alta (sopra i 50 mila €uro di soli costi licenza).&lt;br /&gt;Nel grafico sotto riportata si possono notare le percentuali stimate dei costi divise per categoria, in particolare viene segnalato il fatto che i costi software sono un quarto dei &lt;i&gt;costi di implementazione&lt;/i&gt;.  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/Ilprogettoelefasidellimplementazionediun_10E21/image.png"&gt;&lt;img style="border-width: 0px;" alt="image" src="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/Ilprogettoelefasidellimplementazionediun_10E21/image_thumb.png" border="0" height="291" width="550" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una dimostrazione della validità di quanto sostenuto, la voce di costo della componente &lt;i&gt;applicativa&lt;/i&gt; è solamente il 9% del totale. Per implementazioni con meno utenti e/o con meno esigenze o dimensioni aziendali, la percentuale delle licenze software (licenze, attivazioni, canoni, ecc.) è destinata a crescere sensibilmente. Ad esempio per un CRM per un mercato di fascia medio basso (con budget dai 10 ai 20 mila €uro), il costo delle licenze è destinato a raggiungere, mediamente, il 40-50% del TCO - Total Cost of Ownership basato sui primi tre anni. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Andiamo ora ad approfondire le varie fasi al fine di avere una visione di assieme delle problematiche e delle soluzioni apportate. Diamo per scontato che la &lt;i&gt;software selection&lt;/i&gt; sia stata effettuata con un definizione dei requisiti, dei parametri di TCO - Total Cost of Ownership e con la successiva scelta dell’implementatore.&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;&lt;b&gt;La prassi di implementazione "applicativa", utilizzata per implementazioni di CRM per il mercato di "fascia bassa" (fino ai 10 mila €uro)&lt;/b&gt; &lt;/h3&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/Ilprogettoelefasidellimplementazionediun_10E21/J0316779.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; margin: 0px 30px 0px 5px;" alt="J0316779" src="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/Ilprogettoelefasidellimplementazionediun_10E21/J0316779_thumb.jpg" align="right" border="0" height="162" width="244" /&gt;&lt;/a&gt;Esistono soluzioni di CRM erogate in ASP (Application Service Provisioning), che richiedono un tempo limitato per la configurazione: i servizi vengono erogati direttamente attraverso il browser. Nel caso di un'installazione onsite (presso la sede/data center del cliente), esistono applicativi di CRM sono semplici da installare, e richiedono requisiti server Open Source.&lt;br /&gt;In altri casi, ci sono CRM che sono dotati addirittura di supporti software ed altra documentazione dettagliata. Tale documentazione si rivolge all'amministratore di sistema ed è basata sul presupposto che tutte le organizzazioni in cui viene implementato il software di CRM dispongano dei servizi di un fornitore di software indipendenti (ISV, Independent Software Vendor) o di un rivenditore a valore aggiunto (VAR, Value-Added Re-seller).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Riporto qui di seguito un esempio d'implementazione per un CRM con budget dai 5 ai 10 mila €uro (per i soli costi di licenze, canoni, ecc.). In questo contesto più che un'acquisto di un applicativo di CRM (o una o più delle sue componenti di LOB/Line of Business), possiamo parlare di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;moduli&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; singoli, con caratteristiche prevelentemente operative e di gestione di canale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;•    &lt;strong&gt;FASE 0: Ricerca applicativo, visualizzazione demo  e trattativa di acquisto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;-    Effettuata dal cliente sulla base delle sollecitazioni provenienti dai vendor (fornitori di applicativi di CRM)&lt;br /&gt;-    In questo caso si potrebbe prefigurare una non piena consapevolezza (strategica, di orientamento al cliente, ecc.), da parte dell’azienda, ma solamente una o più esigenze di tipo funzionale/operativo (gestione assistenza post vendita, gestione di DEM - Direct e-Mail Marketing, necessità di un Customer DataBase, ecc.)&lt;br /&gt;•    &lt;strong&gt;FASE 1: Attivazione&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;-    Attivazione del prodotto/applicativo, in questa fase il cliente, avendo un approccio operativo, essendo stato approcciato e convinto dal  vendor che i suoi problemi/esigenze potevano essere risolti/tradotti in funzionalità (soluzioni = funzionalità), si concentra sull’attivazione e sul primo utilizzo delle funzionalità/moduli acquistate.&lt;br /&gt;-    È importante che nella fase di attivazione sia nominato un responsabile dell’implementazione interno che faccia da riferimento al fornitore&lt;br /&gt;-    Nel caso di un'installazione onsite (presso la sede/data center del cliente), occorre che vengano rispettati i requisiti server, dei sistempi informativi e degli applicativi e/o database richiesti.&lt;br /&gt;•    &lt;strong&gt;FASE 2: Personalizzazione&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;-    Il prodotto/applicativo di CRM, in molti casi, per poter diventare pienamente operativo deve essere personalizzato attraverso:&lt;br /&gt;&amp;gt;    Importazione di dati (clienti, prodotti, ecc.), setup iniziale, definizione utenti, permission, ecc.&lt;br /&gt;&amp;gt;    Interfacciamento o integrazione con &lt;em&gt;DataBase&lt;/em&gt; e/o applicativi esistenti (es.: fax, Outlook/e-mail, Gestionali/ERP - Enterprise Resource Planning, ecc.)&lt;br /&gt;•    &lt;strong&gt;FASE 3: Test di efficienza e di interoperabilità&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;-    Vengono testate o quanto meno provate l’efficienza delle funzionalità ed i processi che sono interessati del CRM (es.: la trascrizione delle offerte, in caso di SFA - Sales Force Automation, e la loro importazione nel gestionale come ordini, l’importazione dei dati da Outlook  o da OWA - Outlook Web Access, ecc.)&lt;br /&gt;•    &lt;strong&gt;FASE 4: Formazione&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;-    Effettuata dal fornitore al responsabile dell’implementazione interno&lt;br /&gt;•    &lt;strong&gt;FASE 5: Richiesta e implementazione di moduli aggiuntivi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;-    In un secondo tempo, il cliente, una volta soddisfatte le aspettative iniziali&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;Confronto tra implementazione "applicativa" e "organizzativa" del CRM&lt;/h3&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/Ilprogettoelefasidellimplementazionediun_10E21/J0177811.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; margin: 0px 15px 0px 0px;" alt="J0177811" src="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/Ilprogettoelefasidellimplementazionediun_10E21/J0177811_thumb.jpg" align="left" border="0" height="175" width="120" /&gt;&lt;/a&gt;Quest'articolo intente introdurre all'implementazione di un CRM come un vero e proprio &lt;i&gt;progetto&lt;/i&gt;. Tale &lt;i&gt;progetto&lt;/i&gt;, può essere assunto come modello per quelle imprese che intendono adottare un CRM (inteso come strategia, processi di marketing e commerciali nonché l’adozione di una o più soluzioni applicative).&lt;br /&gt;L’approccio è prevalentemente "&lt;em&gt;&lt;strong&gt;organizzativo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;": considera l’azienda nei suoi processi da e verso la clientela, prevalentemente, considerando gli strumenti (piattaforme/applicativi) come &lt;i&gt;strumenti a supporto dei processi considerati&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Un approccio "&lt;i&gt;&lt;strong&gt;applicativo"&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; non è da considerarsi alternativo a quello &lt;i&gt;&lt;strong&gt;"organizzativo"&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;, ma, direi, complementare. In che cosa consiste questo approccio &lt;i&gt;applicativo&lt;/i&gt;? Nel considerare (prevalentemente) l’aspetto software del CRM. In dettaglio, il confronto tra le fasi implementative dell’approccio &lt;i&gt;organizzativo&lt;/i&gt; con quello &lt;i&gt;applicativo &lt;/i&gt;possono essere così rappresentate: &lt;/p&gt; &lt;table border="0" cellpadding="2" cellspacing="4" width="621"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td valign="top" width="297"&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Implementazione &lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;applicativa&lt;/span&gt; &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;(enfasi sul supporto/software)&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;/td&gt; &lt;td valign="top" width="310"&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Implementazione &lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;organizzativa&lt;/span&gt; &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;(enfasi sui processi aziendali)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td valign="top" width="297"&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Fascia di mercato medio/bassa&lt;/b&gt;:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;Per un progetto di implementazione con budget dai 10 ai 20 mila €uro (per i soli costi di licenze, canoni, ecc.)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt; &lt;td valign="top" width="310"&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Fascia di mercato medio/alta&lt;/b&gt;:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;Per un progetto di implementazione con budget di almeno 20/30 mila €uro (per i soli costi di analisi, licenze, canoni, ecc.)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td valign="top" width="297"&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;FASE 0: &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Definizione requisiti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(per la software selection): effettuata dal cliente sulla base delle funzionalità degli applicativi di CRM presi in considerazione&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt; &lt;td valign="top" width="310"&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;FASE 0: &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Definizione requisiti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(per la software selection): effettuata dal cliente sulla base delle esigenze aziendali&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td valign="top" width="297"&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;FASE 1: &lt;b&gt;Definizione dei requisiti&lt;/b&gt; &lt;b&gt;di implementazione &lt;/b&gt;dettagliati&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;(&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;utile anche per focalizzare le integrazioni necessarie con la piattaforma e con i dati preesistenti)&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt; &lt;td valign="top" width="310"&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;FASE 1: &lt;b&gt;Elaborazione PROGETTO&lt;/b&gt; e definizione Obiettivi Operativi&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(costituzione del Project Manager e del team d’implementazione)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td valign="top" width="297"&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;FASE 2: &lt;b&gt;Implementazione dei requisiti &lt;/b&gt;(creazione ambiente di sviluppo, di test e di produzione, migrazione, importazione dei dati, server, sistama operativo, ecc.)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt; &lt;td valign="top" width="310"&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;FASE 2: &lt;b&gt;Analisi processi e attività&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;operative&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(definizione delle caratteristiche e delle attività/cliente in riferimento agli obiettivi ed ai processi as is e to do) &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td valign="top" width="297"&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;FASE 3: &lt;b&gt;Rollout&lt;/b&gt; (fase di rilascio in cui sistemi precedenti convivono con il nuovo sistema)&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;e &lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/2008/01/implementazione-nuove-funzionalit-crm_03.html"&gt;&lt;strong&gt;Test&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;(effettuato per funzionalità, per carico con particolare attenzione all’usabilità)&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt; &lt;td valign="top" width="312"&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;FASE 3: &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Piano esecutivo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;sviluppo e implementazione interventi di innovazione e miglioramento&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td valign="top" width="297"&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;FASE 4: &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Formazione&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(effettuata dall’implementatore e/o dai key user, gli utenti interni abilitati al test)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;FASE 5: &lt;b&gt;Comunicazione &lt;/b&gt;con utenti interni ed esterni &lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;(al fine di garantire l’accettazione del sistema)&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt; &lt;td valign="top" width="311"&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;FASE 4: &lt;b&gt;Ottimizzazione&lt;/b&gt; e verifiche finali&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;(check-up complessivo sul progetto, relativamente al grado di utilizzo ed al raggiungimento degli obiettivi prefissati, in ordine alla &lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/2008/01/i-sistemi-di-misurazione-ed-il-crm.html"&gt;misura delle prestazioni&lt;/a&gt; ed ai necessari interventi correttivi)&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/Ilprogettoelefasidellimplementazionediun_10E21/J0174862.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; margin: 0px 50px 0px 0px;" alt="J0174862" src="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/Ilprogettoelefasidellimplementazionediun_10E21/J0174862_thumb.jpg" align="right" border="0" height="150" width="208" /&gt;&lt;/a&gt;Dalla tabella sopra esposta, si evince quanto segue:&lt;br /&gt;· I due approcci, come accennato, sono complementari: l’approccio prevalentemente &lt;i&gt;organizzativo&lt;/i&gt; e di processo arriva a salvare anche applicativi di CRM appena discreti, al contrario un’implementazione troppo sbilanciata sugli aspetti tecnologici e funzionali può compromettere il successo stesso dell’iniziativa.&lt;br /&gt;· l’approccio &lt;i&gt;organizzativo&lt;/i&gt; e di processo garantisce la misurazione (vedi l’articolo sulla &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/2008/01/i-sistemi-di-misurazione-ed-il-crm.html"&gt;misura delle prestazioni&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;) delle performance e la finalizzazione in attività mirate verso prospect e clienti che la pura disponibilità (anche enorme) dei dati da sola non garantisce (vedi: &lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/2007/09/misurazioni-analitiche-e-la.html" target="_blank" rel="tag"&gt;CRM Analitico e CRM Intelligence&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;· L’ideale sarebbe il mantenimento di entrambi gli aspetti (organizzativi e applicativi) in un unico progetto d’implementazione, anche se nella realtà accade molto raramente.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/Ilprogettoelefasidellimplementazionediun_10E21/J0285136.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; margin: 0px 15px 0px 0px;" alt="J0285136" src="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/Ilprogettoelefasidellimplementazionediun_10E21/J0285136_thumb.jpg" align="left" border="0" height="148" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;Le fasce di mercato sono molto indicative e basate, per comodità, sul budget a disposizione dell’azienda per i soli costi &lt;i&gt;esterni&lt;/i&gt; (consulenze  per analisi ed integrazione, licenze, canoni, ecc.), ma servono per dare l’idea dei costi che i due approcci generano e che quindi devono essere coperti da un budget adeguato.&lt;br /&gt;Ricordiamo che le implementazioni di CRM possono essere molto lunghe e complesse: le implementazioni ben gestite possono determinare il successo stesso del progetto.  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;In un prossimo articolo, approfondirò il &lt;i&gt;case history&lt;/i&gt; di un &lt;i&gt;progetto e le fasi dell’implementazione di un CRM, con &lt;/i&gt;l’approccio "organizzativo", di &lt;i&gt;progetto&lt;/i&gt; d’implementazione. Tale &lt;i&gt;progetto&lt;/i&gt;, potrà essere assunto come modello per quelle imprese che intendono adottare un CRM (inteso come strategia, processi di marketing e commerciali nonché l’adozione di una o più soluzioni applicative). &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="mailto:leonardo.milan@vale-net.it"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;Software CRM&lt;/a&gt;By Vale Net&lt;/p&gt; &lt;div class="wlWriterSmartContent" id="scid:0767317B-992E-4b12-91E0-4F059A8CECA8:c0ddff8c-d811-423a-b1a0-2774fef861c5" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;"&gt;Technorati tags: &lt;a href="http://technorati.com/tags/Implementazione%20CRM" rel="tag"&gt;Implementazione CRM&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-7914386572957446749?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2008/03/implementazione-di-un-crm-gli-aspetti.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-7317012027062599358</guid><pubDate>Fri, 08 Feb 2008 14:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-22T12:35:33.598+02:00</atom:updated><title>L'Internet Commerce, il Web 2.0 e la Web Analytics: l'efficacia della comunicazione con i clienti</title><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per un'azienda, essere presenti nel web è una commodity, non fa differenza competitiva la pura esistenza di un sito istituzionale. La differenza, fino a qualche anno fa, la faceva la presenza o meno del catalogo prodotti/servizi, la loro commercializzazione diretta o indiretta attraverso il web. Ciò non basta più: sono gli utenti/clienti, che trainano l'azienda (prosumers), che diventano (sempre di più), autori/editori di infomazioni, di attività iterative e d interattive... I nuovi scenari si evolvono verso il c.d. Web 2.0 e verso la conseguente Web Analyctis 2.0.&lt;br /&gt;In che cosa consiste l'evoluzione 2.0 della Web Analyctis? Nel considerare &lt;em&gt;scontato&lt;/em&gt;  il posizionamento per parole chiave, scontato che si evolva verso il &lt;em&gt;network strategico&lt;/em&gt;. Meno scontato è l'approccio della Web Analyctis 2.0, sinteticamente:&lt;/p&gt; &lt;ol&gt; &lt;li&gt;L'analisys tende sempre più a rilevare la &lt;strong&gt;qualità&lt;/strong&gt; (verso la considerazione dell'interazione &lt;em&gt;uomo/informazione&lt;/em&gt; tanto cara alla IA - &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Information_architecture"&gt;Information Architecture&lt;/a&gt;):&lt;br /&gt;- l'analisi dei dati qualitativi e dell'usabilità del sito, tenendo conto dello sforzo cognitivo dell'utente (che segue sempre la legge del &lt;em&gt;minimum effort&lt;/em&gt; - minimo sforzo).&lt;br /&gt;- il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benchmarking"&gt;benchmarking&lt;/a&gt;: l'analisi delle pagine della concorrenza&lt;br /&gt;- una catalogazione delle informazioni (e dei prodotti), che segue progressione incrementale e guidata anche dagli altri utenti... una staria legata alla &lt;em&gt;customer experience&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- i parametri, in altri termini, sono sempre più &lt;em&gt;&lt;strong&gt;soggettivi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (ambigui e di difficile decifrazione) rispetto ai dati &lt;em&gt;oggettivi&lt;/em&gt; della Web Analysis tradizionale  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;La nuova Web Analyctis tende quindi a guidare l'azienda ed i web master ad un continuo miglioramento della &lt;em&gt;esperienza online&lt;/em&gt; che i clienti ei potenziali clienti, effettuano nella &lt;em&gt;navigazione (si va verso un &lt;/em&gt;modello di CLM - Customer Loyalty Management, ma mi fermo qui per non divagare oltre.  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;La Web Analyctis 2.0 considera, oltre che il sito web, anche si allarga verso aspetti del &lt;em&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_marketing"&gt;Digital Marketing&lt;/a&gt;, &lt;/em&gt;che si traduce in un'attenzione crescente all'e-business, alla vendita di prodotti e servizi in rete, alle &lt;a href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/web-analysis/2006/vantaggi-dei-software-di-web-analysis/"&gt;conversioni&lt;/a&gt;, al &lt;a href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/web-analysis/2007/roi-return-on-investments/"&gt;ROI&lt;/a&gt;, ecc..&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p&gt;Nella mia attività professionale non mi occupo direttamente di Web Analytics, ma (più o meno direttamente) di usabilità e Architettura dell'Informazione (come sfondo al mio approccio mentale). Da questo punto di vista, considero molto più importante l'usabilità che l'accessibilità (posizionamento), di un sito/pagina web. La Web Analytics 2.0 si sposta, infatti, verso l'efficacia della comunicazione (conversioni, ROI), considerando fonfdamentale l'usabilità. Eric T. Peterson, nel suo "Web Analytics Demystified", definisce la Web Analytics come &amp;lt;&lt;em&gt;un insieme di dati, che vanno dal traffico web alle transazioni via web, dalle performance del web server a studi di fruibilità, il tutto analizzato allo scopo di aiutare la comprensione dell'esperienza online del visitatore&amp;gt;&lt;/em&gt;. Cos'è "la comprensione dell'esperienza online" dell'utente se non l'usabilità del sito?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Trovo sempre più interesse per l'evoluzione del web che va sotto il nome di Web 2.0, l'internet delle cose. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;I nuovi siti/portali di riferimento sono:&lt;/p&gt; &lt;table border="0" cellpadding="2" cellspacing="0" width="400"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td valign="top" width="200"&gt;I nuovi siti/portali di riferimento sono:&lt;/td&gt; &lt;td valign="top" width="200"&gt;I nuovi paradigmi del Web 2.0 sono:&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td valign="top" width="200"&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/"&gt;www.youtube.com&lt;/a&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.live.com/"&gt;www.live.com&lt;/a&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/"&gt;www.myspace.com&lt;/a&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/"&gt;www.facebook.com&lt;/a&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.orkut.com/"&gt;www.orkut.com&lt;/a&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.wikipedia.org/"&gt;www.wikipedia.org&lt;/a&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.hi5.com/"&gt;www.hi5.com&lt;/a&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.yahoo.com/"&gt;www.yahoo.com&lt;/a&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.google.com/"&gt;www.google.com&lt;/a&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.msn.com/"&gt;www.msn.com&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/td&gt; &lt;td valign="top" width="200"&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Blog&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Wiki&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Social Network&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Folksonomies/Tagging&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;File / Video Sharing&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Long Tail Analysis&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Feed RSS&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Mashup&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;p&gt;I supporti, i linguagg tecnologici usati maggiormente per lo sviluppo di applicazioni Web 2.0 sono:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Script Dinamici (Php,Jsp,Asp)&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Flash&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Ajax&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;In questo contesto, si può parlare anche di una &lt;em&gt;Web Analytics 2.0&lt;/em&gt;, specialmente in presenza si siti che utilizzano i seguenti tools e le seguenti tecnologie di analisi e tracciamento dei dati:  &lt;/p&gt;&lt;ul&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Tracciamento Accesso &lt;/em&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Tracciamento Pagine Viste&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Tracciamento Percorso&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Tracciamento Conversioni &lt;/em&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Tracciamento Eventi&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Tracciamento visualizzazione rich media &lt;/em&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Tracciamento utenti Feed RSS&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Gli indicatori di performance, KPI (Key Performance Indicators, vedi anche &lt;a href="http://www.relactions.com/it/web-analytics/monitoraggio-kpi-e-roi"&gt;&lt;em&gt;Monitoraggio KPI e ROI&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;), rappresentano i parametri essenziali di misurazione e le variabili che davvero servono a valutare e migliorare le attività web intraprese. i nuovi KPI da misurare, in ambito &lt;em&gt;Web Analytics 2.0, sono:&lt;/em&gt;  &lt;/p&gt;&lt;ul&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Tracciamento dei Post più commentati&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;I Post più visti&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Quali sono gli argomenti di maggior interesse&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Tracciamento dei Feed Rss&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Tracking dei Video&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Tracking dei Podcast&lt;/em&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Aree Maggiormente viste&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;In questi giorni ho fatto una ricerca, per il mio lavoro, di applicativi di Web Log Analyzer e di Web analytics più in generale. Pubblicherò alcuni dati di questa ricerca in un prossimo posto. nel frattempo propongo la lettura di un interessante articolo sulla &lt;em&gt;Web Analytics, &lt;/em&gt;tratto dal sito &lt;a href="http://www.webanalytics.it/"&gt;www.webanalytics.it&lt;/a&gt;.  &lt;/p&gt;&lt;h4&gt;&lt;a href="http://www.webanalytics.it/webanalytics.html"&gt;&lt;strong&gt;La Web Analytics&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt; &lt;p&gt;&amp;lt;La definizione ufficiale della WebAnalyticsAssociation sottolinea come la Web Analytics sia &lt;em&gt;la misurazione, la collezione,l'analisi e il reporting di dati internet allo scopo di capire e ottimizzare l'utilizzo del Web&lt;/em&gt;. A prescindere dalla definizione, che comunque varia a seconda del settore nel quale tali strumenti vengono applicati, l'obiettivo della Web Analyitics è chiaro e unico: capire l'esperienza online del cliente per poterla migliorare e, quindi, ottenere un ritorno maggiore.  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Eric T. Peterson, infatti, nel suo "Web Analytics Demystified", definisce la Web Analytics come &lt;em&gt;un insieme di dati, che vanno dal traffico web alle transazioni via web, dalle performance del web server a studi di fruibilità, il tutto analizzato allo scopo di aiutare la comprensione dell'esperienza online del visitatore&lt;/em&gt;. Ma a cosa serve tutto ciò? Basterà fare un esempio: l'hotel Anaheim Ramada usò la web analytics per competere con le maggiori compagnie online di viaggio ed ebbe un &lt;strong&gt;400% di aumento delle conversioni!&lt;/strong&gt; Come sono lontani i tempi in cui la Web Analytics veniva utilizzata solo per l'analisi dei log files per determinare il numero di visitatori e il numero di pagine viste!  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Eppure l'utilizzo di tali strumenti è ancora molto limitato: tutto ciò è sorprendente se si pensa che la Web Analytics aiuta mostrando anche dati quali errori generati da link non funzionanti, immagini mancanti, oppure dove i visitatori abbandonano il tuo sito. Tutte queste informazioni sono fondamentali per identificare non solo i problemi del sito, ma anche gli ostacoli alla conversione. Quindi, non utilizzando tali strumenti si perdono soldi e non si riesce a capire se li si sta investendo bene! Pensa: nessun altra forma di marketing ha una disponibilità di dati come il web. I pubblicitari TV, ad esempio, non possono direttamente misurare le conversioni dei loro annunci pubblicitari, mentre &lt;strong&gt;la Web analytics può dirti esattamente quanti visitano il tuo sito, quanti hanno compilato quel form ed esattamente quanti acquistano&lt;/strong&gt;. Alcuni software danno anche i totali acquistati in modo tale da vedere quanto ogni persona spende online e da dove viene (organico o a pagamento) e compiere così alcune analisi ROI.  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Inoltre, è un campo in continua evoluzione: presto si riusciranno a tracciare non solo le conversioni online ma anche quelle offline (ad esempio, un acquisto fatto attraverso una telefonata con un numero trovato sul sito internet). Quindi la Web analytics è e sarà un campo sempre più importante: il web è diventato un canale chiave per il profitto e un modo affidabile per attrarre e mantenere clienti. Senza la Web analytics la maggior parte degli aspetti di design, funzione ed organizzazione del sito sono basati sul &lt;strong&gt;giudizio soggettivo&lt;/strong&gt; dei responsabili del sito. In alcuni casi, il design del sito è visto come un processo esclusivamente creativo: l'obiettivo era rendere "gradevole" l'aspetto del sito. Ma ora si rende necessario il&lt;strong&gt; passaggio per i web site manager da criteri di successo soggettivi a criteri oggettvi&lt;/strong&gt;. Il "secondo me" ora non va più bene! Bisogna utilizzare indicatori oggettivi e sulla base di questi, intervenire di conseguenza.&amp;gt;  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="mailto:leonardo.milan@vale-net.it" target="_blank"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="wlWriterSmartContent" id="0767317B-992E-4b12-91E0-4F059A8CECA8:77e406f2-357b-4cf8-b4fb-afc4b0d1269d" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline; float: none;"&gt;Technorati tags: &lt;a href="http://technorati.com/tags/Web%20Analytics" rel="tag"&gt;Web Analytics&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://technorati.com/tags/Web%20marketing" rel="tag"&gt;Web marketing&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://technorati.com/tags/SEO" rel="tag"&gt;SEO&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://technorati.com/tags/Web%202.0" rel="tag"&gt;Web 2.0&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://technorati.com/tags/Web%20Analytics%202.0" rel="tag"&gt;Web Analytics 2.0&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://technorati.com/tags/IA%20-%20Information%20Architecture" rel="tag"&gt;IA - Information Architecture&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/" title="software gestione clienti"&gt; CRM&lt;/a&gt; - Vale-net.it&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-7317012027062599358?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2008/02/il-web-20-e-la-web-analytics.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-6524128209300442427</guid><pubDate>Thu, 20 Dec 2007 17:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-11T16:23:06.247+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>CRM Intelligence</category><title>I Sistemi di Misurazione ed il CRM Intelligence: l’esempio del “ciclo di vita del cliente”</title><description>&lt;span xmlns=""&gt; &lt;p&gt;In un precedente articolo del 6 settembre 2007 "Misurazioni &lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/2007/09/misurazioni-analitiche-e-la.html"&gt;analitiche e reportistica, ovvero: CRM intelligence e Reporting&lt;/a&gt;", sottolineavo l'importanza del &amp;lt;&lt;strong&gt;sistema di misurazione&lt;/strong&gt; (misure e valutazioni), per decifrare se le preferenze e le scelte della clientela derivino da parametri &lt;em&gt;empirici &lt;/em&gt;(osservabili e misurabili) ed &lt;em&gt;obiettivi &lt;/em&gt;(indipendenti dal sistema/modello di misurazione). Solo con un &lt;em&gt;sistema di misurazione&lt;/em&gt; possiamo parlare &lt;em&gt;parametri&lt;/em&gt; in grado di dotare l'azienda di un&amp;nbsp;sistema di &lt;em&gt;CRM intelligence&lt;/em&gt;… &amp;gt;.&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/ISistemidiMisurazioneedilCRMIntelligence_10F42/J03167117.jpg" atomicselection="true"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin: 0px 30px 0px 25px; border-right-width: 0px" height="169" src="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/ISistemidiMisurazioneedilCRMIntelligence_10F42/J0316711_thumb5.jpg" width="259" align="right" border="0"&gt;&lt;/a&gt;Fin qui siamo tutti d'accordo. Credo. Si tratta ora di procedere alla realizzazione di un &lt;em&gt;sistema di misurazione&lt;/em&gt;, a prescindere dall'applicativo utilizzato: come se non avessimo nessun supporto di riferimento. Quest'ultimo è un approccio più da Business Intelligence che da CRM (operativo/analitico/personalizzato).&lt;br&gt;Riporto qui di seguito una proposta di&amp;nbsp;metodologia di riferimento circa un'&lt;strong&gt;articolazione dello sviluppo e dell'implementazione di un sistema di Business Intelligence:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il piano strategico&lt;/em&gt;  &lt;li&gt;&lt;em&gt;Individuazione del processo (quale processo/attività vogliamo analizzare?)&lt;/em&gt;  &lt;li&gt;&lt;em&gt;Individuazione degli obiettivi&lt;/em&gt;  &lt;li&gt;&lt;em&gt;Definizione preliminare di un set di indicatori di performance&lt;/em&gt;  &lt;li&gt;&lt;em&gt;Verifica della validità e scelta del set di indicatori di performance considerato&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Implementazione del sistema di misurazione&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p&gt;Partiamo, per spiegarci meglio dai dati e dai riferimenti che dovrebbero essere erogati da un sistema di misurazione, da un esempio semplice e pratico che dovrebbe essere alla portata di tutte le aziende che adottano un CRM: considereremo qui di seguito, a titolo esemplificativo, l'analisi del processo "&lt;strong&gt;Ciclo di vita del cliente&lt;/strong&gt;"&amp;nbsp;andando ad adottare&amp;nbsp;la metodologia di riferimento sopra accennata.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 14pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;strong&gt;1. Il piano strategico&lt;/strong&gt; (e di valutazione delle prestazioni)&lt;/font&gt;&lt;strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;&lt;/h3&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/ISistemidiMisurazioneedilCRMIntelligence_10F42/J0309633.jpg" atomicselection="true"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin: 0px 30px 5px 0px; border-right-width: 0px" height="180" src="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/ISistemidiMisurazioneedilCRMIntelligence_10F42/J0309633_thumb.jpg" width="252" align="left" border="0"&gt;&lt;/a&gt;In un'ottica di &lt;em&gt;miglioramento continuo&lt;/em&gt;, come previsto dalla normativa &lt;em&gt;ISO 9001/2000&lt;/em&gt;, occorre che l'azienda abbia individuato la propria &lt;strong&gt;&lt;em&gt;vision&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (e le relative mission dipartimentali). Da qui ne discende la sua traduzione in piani strategici e di valutazione delle prestazioni ritenute importanti per pianificare metodicamente il loro incremento. Per avere significato tali piani devono comprendere obiettivi misurabili e tabelle dei tempi entro cui raggiungerli. Al fine di capire se l'organizzazione è seriamente orientata alla ricerca del miglioramento sarà, quindi, necessario, per ogni settore fissare dei &lt;strong&gt;&lt;em&gt;target di prestazione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ciò significa individuare un livello d'attività espresso tramite una misura tangibile con quale confrontare la prestazione effettiva, e dei principi di guida per collegare nel modo migliore i target ai piani annuali di prestazione.&lt;br&gt;Se l'azienda adotta la metodologia Balanced Scorecard (BSC), detta, anche, "Scheda di Valutazione Bilanciata", il Piano Strategico (e di valutazione delle prestazioni) deve poter prevedere le relazione esistenti tra i diversi elementi ai vari livelli dell'organizzazione e delle relazioni causa-effetto tra gli indicatori individuati. In particolare: &lt;br&gt;- I processi di innovazione; &lt;br&gt;- I processi di gestione dei rapporti con il cliente; &lt;br&gt;- I processi gestionali operativi; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per progetti di una certa rilevanza (es.: implementazione di un sistema di Business Intelligence aziendale), occorre definire un &lt;strong&gt;Piano Strategico&lt;/strong&gt;, con la definizione degli obiettivi e dei risultati da conseguire. Senza l'individuazione dei risultati che si vogliono raggiungere non siamo in grado di definire:&lt;br&gt;- Il modello logico dei dati &lt;br&gt;- I parametri di riferimento per il raggiungimento delle performance desiderate&lt;br&gt;Individuati tali parametri, si può passare all'individuazione degli indicatori, il livello di qualità che si desidera raggiungere e chi ne è responsabile.&lt;br&gt;Le domande che si pongono in questa fase sono le seguenti:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Quali&lt;/strong&gt; sono le informazioni che si vogliono avere (da cui: quali dati sono necessari per avere tali informazioni?)? Sono presenti in azienda?  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Per inciso, tale domanda prevede la necessità di sapere da quali fonti (sistema, strumenti, attività, ecc.) pervengono tali informazioni? Quali azioni dobbiamo fare per poterle rilevare con attendibilità?&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Chi&lt;/strong&gt; è chiamato a raccogliere le informazioni?  &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Quando&lt;/strong&gt; e ogni quanto?  &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Come&lt;/strong&gt; sono codificate tali informazioni?  &lt;li&gt;&lt;strong&gt;A chi&lt;/strong&gt; sono indirizzate tali informazioni? &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Piano Strategico deve prevedere l'intero ciclo necessario all'efficacia di un sistema &lt;em&gt;misura delle prestazioni &lt;/em&gt;e di Business Intelligence più in generale: i dati, le informazioni codificate, l'organizzazione di riferimento e la comunicazione aziendale conseguente (modalità, periodicità, target di riferimento) anche al fine di aumentare il feedback strategico e l'apprendimento.&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 14pt"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;2. Individuazione del processo&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/ISistemidiMisurazioneedilCRMIntelligence_10F42/J0309648.jpg" atomicselection="true"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin: 0px 25px 0px 5px; border-right-width: 0px" height="275" src="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/ISistemidiMisurazioneedilCRMIntelligence_10F42/J0309648_thumb.jpg" width="195" align="right" border="0"&gt;&lt;/a&gt;La prima attività è quella di individuazione del processo da rilavare con appositi indicatori di prestazione e/o di performance. Occorre intenderci, un processo non può essere troppo generale (es.: "andamento delle attività aziendali"), ne troppo dettagliato o specifico, specie in assenza di sistemi di misurazione ai livelli superiori (es.: un sistema di indicatori di performance di una singola macchina di produzione ha senso in un contesto di controllo della linea e/o dell'intera area della produzione). &lt;br&gt;Nella fase di individuazione del processo, specialmente nel caso della misurazione delle prestazioni, occorre considerare:&lt;br&gt;- Le attività svolte dall'organizzazione &lt;br&gt;- I soggetti con cui si interfaccia l'organizzazione &lt;br&gt;- I soggetti con cui si interfaccia il cliente/utente &lt;br&gt;- Gli strumenti di interfaccia (in particolare, nel nostro esempio, gli strumenti del &lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/2007/08/ancora-approfondimenti-sul-contact.html"&gt;&lt;span style="color: blue; text-decoration: underline"&gt;CRM Operativo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;) organizzazione/clienti &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La quantità di informazioni attualmente gestite, delle tempistiche e di eventuali problematiche o criticità esistenti al momento dell'analisi in questione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Occorre un'analisi dei processi in essere e dei sotto processi&amp;nbsp;considerati al fine della misurazione: è il &lt;em&gt;contesto organizzativo &lt;/em&gt;che deve venire rilevato, al fine di arrivare ad una nuova razionalizzazione attuata attraverso il sistema di misurazione che si andrà ad adottare.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Nel nostro esempio di un sistema di rilevazione del &lt;em&gt;"Ciclo di vita del cliente"&lt;/em&gt;, possiamo partire dal presupposto che l'azienda abbia deciso di &lt;em&gt;orientarsi al cliente&lt;/em&gt;, adottando strumenti di management della relazione con la clientela, sempre all'interno del &lt;em&gt;Piano Strategico&lt;/em&gt; sopra menzionato. Per completezza, possiamo dire che i processi principali per la misurazione dei processi di relationship con la clientela sono i seguenti (in ordine progressivo di complessità):&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;- Profilazione&lt;/strong&gt; e segmentazione anagrafica &lt;br&gt;&lt;strong&gt;- Ciclo&lt;/strong&gt; di vita del cliente &lt;br&gt;&lt;strong&gt;- Valore&lt;/strong&gt; del Cliente (&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/2006/10/il-valore-del-cliente-nel-corso-della.html"&gt;Customer Lifetime Value&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;) &lt;br&gt;&lt;strong&gt;- Comportamento&lt;/strong&gt; di acquisto &lt;br&gt;&lt;strong&gt;- Esperienza&lt;/strong&gt; del cliente nella relazione con l'azienda ed i suoi prodotti/servizi (&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/2007/11/il-customer-experience-management-e_20.html"&gt;Customer Experience&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Procediamo con l'individuazione degli obiettivi della misurazione del &lt;em&gt;"Ciclo di vita del cliente"&lt;/em&gt;.&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 14pt"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;3. Individuazione degli obiettivi&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;p&gt;Se l'obiettivo generale dell'azienda è quello di ottenere il miglioramento dell'offerta, servizio e della soddisfazione per il cliente, gli obiettivi, nel caso della rilevazione del processo "&lt;em&gt;Ciclo di vita del cliente"&lt;/em&gt;, possono essere così individuati: &lt;br&gt;- Perdere il minor numero di clienti possibile nell'arco di tempo considerato (in genere: un anno) &lt;br&gt;- Ottenere un &lt;em&gt;ciclo di vita&lt;/em&gt; più lungo, per ogni cliente (specie quelli più profittevoli) &lt;br&gt;- Ottenere una maggiore redditività da ogni &lt;em&gt;ciclo&lt;/em&gt; della clientela  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 14pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;4. Definizione preliminare di un set di indicatori di performance&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt"&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/ISistemidiMisurazioneedilCRMIntelligence_10F42/J03096107.jpg" atomicselection="true"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin: 0px 30px 0px 5px; border-right-width: 0px" height="277" src="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/ISistemidiMisurazioneedilCRMIntelligence_10F42/J0309610_thumb5.jpg" width="197" align="left" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;Occorre tenere presente che la misurazione delle prestazioni coinvolge la struttura verticale ed &lt;strong&gt;orizzontale &lt;/strong&gt;dell'organizzazione. Il nostro sistema di rilevazione dovrà quindi integrarsi sui due livelli:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Integrazione verticale:  &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Focus sugli obiettivi strategici  &lt;li&gt;Allineamento temporale dei vari indicatori  &lt;li&gt;Dichiarazione dei valori/target da raggiungere  &lt;li&gt;Integrazione tra misure di risultati e misure di processo  &lt;li&gt;Definizione delle responsabilità ai vari livelli dell'organizzazione &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Integrazione orizzontale:  &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Garanzia di organicità nei flussi operativi (es.: flusso preventivi/ordini/approvvigionamento/produzione/consegna)  &lt;li&gt;Garanzia di uniformità (es.: per il cliente l'azienda rappresenta un unicum strutturato senza confini tra processi e funzioni interne)  &lt;li&gt;Enfasi tra quanto promesso (al cliente) e quanto effettivamente erogato (al cliente) &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel nostro esempio di rilevazione del processo "&lt;em&gt;Ciclo di vita del cliente"&lt;/em&gt;, il &lt;strong&gt;set di indicatori di performance&lt;/strong&gt; possono essere individuati:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Nell'individuazione/codificazione delle fasi del ciclo di vita della clientela  &lt;li&gt;Nell'attribuzione della fase di appartenenza ad ogni cliente  &lt;li&gt;Nell'individuazione/codificazione del Tasso di Mantenimento (retention) della clientela&lt;br&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;In particolare, per quanto riguarda le definizione del ciclo di vita della clientela, possiamo già delinearle con il seguente &lt;strong&gt;ciclo evolutivo&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt; &lt;div&gt; &lt;table style="border-collapse: collapse" border="0"&gt; &lt;colgroup&gt; &lt;col style="width: 175px"&gt; &lt;col style="width: 175px"&gt; &lt;col style="width: 175px"&gt;&lt;/colgroup&gt; &lt;tbody valign="top"&gt; &lt;tr&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;CICLO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;PROCESSO DI RELATIONSHIP&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;DENOMINAZIONE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;p&gt;Acquisizione&lt;/p&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Identificazione  &lt;li&gt;Relazione&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Suspect&lt;br&gt; &lt;li&gt;Prospect&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;p&gt;Attivazione&lt;/p&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Trattativa&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Responder&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;p&gt;Sviluppo e &lt;br&gt;Gestione del rapporto&lt;/p&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Ingresso  &lt;li&gt;Sviluppo  &lt;li&gt;Maturità – Stabilità  &lt;li&gt;Riduzione fidelizzazione&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Cliente iniziale&lt;br&gt; &lt;li&gt;Cliente/Account&lt;br&gt; &lt;li&gt;Cliente&lt;br&gt; &lt;li&gt;Cliente marginale&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;p&gt;Fine&lt;/p&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Abbandono volontario  &lt;li&gt;Abbandono forzato&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="padding-right: 7px; padding-left: 7px"&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Ex Cliente&lt;br&gt; &lt;li&gt;Ex Cliente marginale&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/ISistemidiMisurazioneedilCRMIntelligence_10F42/J030960210.jpg" atomicselection="true"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin: 0px 30px 0px 25px; border-right-width: 0px" height="271" src="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/ISistemidiMisurazioneedilCRMIntelligence_10F42/J0309602_thumb8.jpg" width="193" align="right" border="0"&gt;&lt;/a&gt;Nel nostro esempio di CRM Intelligence, occorre poi definire il &lt;strong&gt;dettaglio dei requisiti degli indicatori da individuare &lt;/strong&gt;può essere riassunto secondo il seguente schema/indice:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Obiettivi&lt;/strong&gt; degli indicatori di performance/processo:  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Individuazione della fase del ciclo di vita della clientela (vedi cap. 3)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Processi&lt;/strong&gt; interessati:  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Processi di promozione e vendita  &lt;li&gt;Sottoprocessi chiave:  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Direct marketing, campagne DEM (Direct E-Mail Marketing)&lt;/em&gt;  &lt;li&gt;&lt;em&gt;Gestione preventivi e ordini&lt;/em&gt;  &lt;li&gt;&lt;em&gt;Customer Satisfation&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;li&gt;Famiglie di &lt;strong&gt;Indicatori&lt;/strong&gt; ed indicatori individuati (N.B.: è indispensabile che l'azienda abbia gli strumenti principali del &lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/2007/08/ancora-approfondimenti-sul-contact.html"&gt;&lt;span style="color: blue; text-decoration: underline"&gt;CRM Operativo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;):  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Identificazione: &lt;br&gt;L'inserimento nel Customer Database aziendale è la misura (si/no) dell'indicatore di "Identificazione"  &lt;li&gt;Relazione:&lt;br&gt;l ricevimento di una richiesta (a mezzo form internet, telefono, ecc.) unitamente all'inserimento nel Customer Database aziendale di un'attività di richiesta, è la misura (si/no) dell'indicatore di avvio della fase di "Relazione"  &lt;li&gt;Trattativa:&lt;br&gt;L'invio di un preventivo/offerta (processo gestione offerte) è la misura (si/no)dell'indicatore di avvio della fase di "Trattativa"  &lt;li&gt;Ingresso&lt;br&gt;L'invio ed accettazione di un ordine (processo gestione ordini/vendite) è la misura (si/no) dell'indicatore di avvio della fase di "Ingresso"  &lt;li&gt;Sviluppo - Maturità – Stabilità:&lt;br&gt;Gl indicatori dei cicli di &lt;em&gt;Sviluppo - Maturità – Stabilità&lt;/em&gt; sono più complessi e meritano un'analisi &lt;em&gt;custom &lt;/em&gt;nell'azienda (segmentazione, profilazione, ecc. sulla base della &lt;em&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Retention"&gt;Retention&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&amp;nbsp;(legata al &lt;em&gt;Tasso di Abbandono), del &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/2006/10/il-valore-del-cliente-nel-corso-della.html"&gt;LifeTime Value&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; e sulla &lt;em&gt;fidelizzazione)&lt;/em&gt;  &lt;li&gt;Riduzione fidelizzazione&lt;br&gt;idem  &lt;li&gt;Abbandono volontario e Abbandono forzato&lt;br&gt;idem&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Relazioni&lt;/strong&gt; tra indicatori e profilazione  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Anche qui occorre un'analisi &lt;em&gt;custom &lt;/em&gt;nell'azienda &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Misure&lt;/strong&gt; previste (dettaglio implementazione dal Custome DataBase)&amp;nbsp;  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Dati in input  &lt;li&gt;Elaborazione Misurazione in output&lt;br&gt;Filtri&lt;br&gt;Report/View&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Tipologie&lt;/strong&gt; di tabelle e grafici (report/view) individuate corredate da specifiche&amp;nbsp;note per GUI - Graphical User Interface  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Anche qui occorre un'analisi &lt;em&gt;custom &lt;/em&gt;nell'azienda &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Qualità percepita&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Customer Satisfaction&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A titolo informativo, riporto qui di seguito la Norma UNI 11098 e gli indicatori per la &lt;em&gt;qualità percepita&lt;/em&gt; per la valutazione della &lt;em&gt;Customer Satisfaction&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Norma definisce gli indicatori della qualità percepita per il quadro di governo aziendale e la gestione dei sistemi di qualità e come componenti eventuali del sistema premiante. Essi sono:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Indicatori&lt;/strong&gt; costruiti &lt;strong&gt;sintetici&lt;/strong&gt;, complessivi o parziali:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;sintetici complessivi quando riguardano tutti i fattori della soddisfazione considerati (le variabili osservate);  &lt;li&gt;parziali quando riferiti solo a parti dei fattori (ad esempio quelli relativi alle relazioni commerciali o alla qualità del front office)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Indicatori analitici&lt;/strong&gt;: riguardano un solo fattore della soddisfazione (una variabile osservata), e per ciascuno di essi offrono:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;la ripartizione fra clienti soddisfatti, insoddisfatti e deliziati  &lt;li&gt;l’intensità di insoddisfazione e delizia  &lt;li&gt;il tasso di forte insoddisfazione (rischio di abbandono) e quello del superamento delle aspettative (delizia)  &lt;li&gt;Mappe di priorità d’intervento: &lt;br&gt;sono costruite con percentuali di insoddisfatti o deliziati e importanza di fattori e consentono di indicare su quali variabili osservate è necessario operare prioritariamente, per ridurre i clienti insoddisfatti e l’intensità di insoddisfazione e aumentare i clienti deliziati e l’intensità di delizia.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;span style="font-size: 14pt"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;5. Verifica della validità e scelta del set di indicatori di performance considerato e &lt;em&gt;Implementazione del sistema di misurazione&lt;/em&gt;.&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Verifica efficacia&lt;/strong&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/ISistemidiMisurazioneedilCRMIntelligence_10F42/J03155557.jpg" atomicselection="true"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin: 0px 30px 0px 15px; border-right-width: 0px" height="186" src="http://www.vale-net.it//blog/blog_img/ISistemidiMisurazioneedilCRMIntelligence_10F42/J0315555_thumb5.jpg" width="263" align="right" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;La verifica di efficacia si basa sulle presenti prospettive di valutazione delle performance dell'impresa:  &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;la prospettiva finanziaria (financial perspective)  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Da questo punto di vista la domanda chiave è: per avere successo dal punto di vista finanziario, come dovremmo apparire ai nostri azionisti? Gli obiettivi sono quelli economici finanziari, misurati dai tradizionali indicatori di performance e redditività; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;li&gt;la prospettiva del consumatore (customer perspective)  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;La domanda chiave è: come dovremmo apparire ai nostri consumatori? L'obiettivo è il miglioramento dell'offerta e del servizio per il cliente; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;li&gt;la prospettiva interna dell'impresa (business process perspective)  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;La domanda cui è necessario rispondere è: per soddisfare i consumatori, in cosa dovremmo eccellere? L'obiettivo è il miglioramento dei processi core; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;li&gt;la prospettiva di innovazione e apprendimento (learning and growth perspective)  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;La domanda chiave è: Come manterremo le nostre capacità di apprendimento e miglioramento? L'obiettivo è l'apprendimento e sviluppo organizzativo. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Occorre poi procedere anche alla &lt;strong&gt;Verifica efficienza&lt;/strong&gt; ed alla &lt;strong&gt;Cura del processo &lt;/strong&gt;(manutenzione evolutiva).&amp;nbsp;&lt;br&gt;Fatto questo si può procedere all'&lt;em&gt;Implementazione del sistema di misurazione&lt;/em&gt;. Anche qui occorre un'analisi &lt;em&gt;custom &lt;/em&gt;nell'azienda, pertanto non riteniamo opportuno approfondire ulteriormente questi aspetti di verifica di validità.&lt;/p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt; &lt;p&gt;&lt;br&gt;Conclusioni&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;La&amp;nbsp;&lt;em&gt;Business Intelligence&lt;/em&gt; è materia di analisi della complessità dei sistemi e dei processi empirici, da riportare in &lt;em&gt;modelli logici&lt;/em&gt; ed in relativi &lt;em&gt;sistemi di indicatori&lt;/em&gt;, con l'obiettivo di per ricavare misurazioni di performance:&lt;br&gt;&lt;em&gt;- &lt;strong&gt;as is&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (monitoraggio della situazione/condizione attuale) &lt;br&gt;- &lt;em&gt;&lt;strong&gt;to be&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (simulazioni, valutazioni predittive, in grado d influire sul sistema decisionale dell'azienda)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel campo del CRM Intelligence l'output di un sistema di misurazione delle performance deve poter considerare sia lo stato della soddisfazione della clientela che individuare la azioni/offerte in grado di poter migliorare la profittabilità &lt;em&gt;reciproca &lt;/em&gt;della relazione azienda/cliente-&lt;br&gt;Nel nostro esempio della misurazione del &lt;em&gt;"Ciclo di vita del cliente",&lt;/em&gt;&amp;nbsp;l'output del processo di misurazione delineato è quello di &lt;strong&gt;riduzione del tasso di abbandono della clientela profittevole,&lt;/strong&gt; rispondendo alle esigenze in modo predittivo,&amp;nbsp;mettendosi in ascolto, restando attenti&amp;nbsp;al manifestarsi di quei segnali (indicatori) che segnano il passaggio dallo stato di &lt;strong&gt;maturità&lt;/strong&gt; a quello di &lt;strong&gt;abbandono.&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;La risposta applicativa alle esigenze sopra delineate hanno una prima risposta sotto la denominazione di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;CRM Analitico.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel campo del controllo e misurazione delle performance dei processi non esistono pacchetti di immediata implementazione ma solamente dei software che sostengono le funzionalità di elaborazione e di visualizzazione &lt;em&gt;una volta realizzato il processo di identificazione degli obiettivi, di creazione del modello logico e della struttura di misurazione&lt;/em&gt;. &lt;br&gt;Il &lt;em&gt;&lt;strong&gt;CRM Intelligence&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; va in questa direzione, applica la stessa metodologia della BI, con la concentrazione sui &lt;em&gt;processi orrizzontali (di &lt;strong&gt;relationship&lt;/strong&gt;) &lt;/em&gt;che investono la clientela aziendale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="mailto:l.milan@venezia.net"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;CRM By Vale Net&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-6524128209300442427?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2008/01/i-sistemi-di-misurazione-ed-il-crm.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-8932520897596445290</guid><pubDate>Mon, 10 Dec 2007 11:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-01-09T09:39:22.307+01:00</atom:updated><title>Implementazione nuove funzionalità CRM: Procedure di esecuzione Test</title><description>&lt;p&gt;Riportiamo qui di seguito alcune indicazioni metodologiche circa l'esecuzione dei test da effettuare nell'implementazione e sviluppo di nuove funzionalità per un CRM Personalizzato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Analisi e documentazione necessria per l'implementazione di nuove funzionalità per il CRM:&lt;/p&gt; &lt;ol&gt; &lt;li&gt;&lt;strong&gt;REQUISITI CLIENTE e ANALISI FUNZIONALITA'&lt;/strong&gt;  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Da questa documentazione è possibile ricavare/elaborare:  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;un maggior dettaglio circa le architetture logiche ed il dettaglio dei requisiti  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;un primo PREVENTIVO COMMERCIALE  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;stima di massima del totale dei tempi di realizzazione in gg/uomo,margine di errore valutabile intorno al 30-40%&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;ANALISI TECNICA&lt;/strong&gt;  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Fattibilità di implementazione rispetto alle funzionalità ed ai requisiti cliente  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Da questa analisi è possibile ricavare una stima del con a margine di errore valutabile intorno al 20-30% &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;PROGETTO ESECUTIVO D'IMPLEMENTAZIONE (&lt;/strong&gt;creazione classi ed oggetti UML, prtototipi e test sui prototipi, ecc.)  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Da questa analisi è possibile ricavare una stima del con margine di errore valutabile intorno al 10% &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;SVILUPPO/PRODUZIONE/IMPLEMENTAZIONE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;VERIFICHE/TEST&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;Dettaglio delle tipologie di verifica e di Test che sono necesarie, sia durante la fase del &lt;strong&gt;PROGETTO ESECUTIVO D'IMPLEMENTAZIONE&lt;/strong&gt; (test sui prototipi) che, ovviamente, durante e dopo la fase di &lt;strong&gt;SVILUPPO/PRODUZIONE/IMPLEMENTAZIONE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;A. TEST FUNZIONALI (o di funzionalità)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;h4&gt;&lt;/h4&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Servono per confermare le funzionalità implementate in rapporto alla lista delle specifiche.  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Chi fa il test non conosce i dettagli della programmazione ma i risultati attesi &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Tale test deve garantire il funzionamento di quanto sviluppato.  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Tale funzionamento è riscontrabile dalle documento di ANALISI TECNICA, funzionalità ad esempio, del v-CRM  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Si conviene che i Test Funzionali si articolino in tre tipologie, dalla più semplice alla più complessa: il test di funzione, test di modulo e test d’integrazione.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;TEST DI FUNZIONE  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;test effettuato dallo sviluppatore direttamente al rilascio della funzionalità sviluppata (pagina, task o insieme di task componenti una funzionalità)  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;In tal caso i BUG rilevati dal TEST FUNZIONALE, dovranno essere risolti all’interno del task di sviluppo (senza creare un apposito item)  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Per le funzionalità che hanno una certa complessità, il test funzionale deve essere effettuato i TEST DI MODULO  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Importante: in questa fase l'approccio migliore è quello di adottare il &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Test-driven_development"&gt;Test Driven Development (TDD)&lt;/a&gt; (vedi anche &lt;a href="http://blogs.ugidotnet.org/duz/archive/2007/07/03/TDD_UnitTesting_QualitaDelSoftware.aspx"&gt;Blogs.ugidotnet&amp;gt;&amp;gt;&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;TEST DI MODULO  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;effettuata da un altro collega sviluppatore&lt;br /&gt;In tal caso i BUG rilevati dal TEST FUNZIONALE, rileverà la seguente tipologia avranno (prevalentemente) la seguente codifica/type nell'ambiente di sviluppo (esempio &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/msdn/prodotti/vs2005/editions/team.mspx"&gt;TFS - Visual Studio 2005 Team Foundation Server&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;):&lt;br /&gt;A1 - Errore di funzionamento&lt;br /&gt;A2 - Errore di comportamento (eventuale&lt;br /&gt;Pre-test delle componenti:  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;verifica ciascuna componente della pagina web prima dell'assemblaggio e dell'integrazione&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;TEST D’INTEGRAZIONE  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;effettuata dal responsabile tecnico&lt;br /&gt;In tal caso il test rileverà la seguente tipologia dei BUG rilevati dal TEST FUNZIONALE avranno (prevalentemente) la seguente codifica/type nell'ambiente di sviluppo (esempio &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/msdn/prodotti/vs2005/editions/team.mspx"&gt;TFS - Visual Studio 2005 Team Foundation Server&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;):  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;A1 - Errore di funzionamento  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;A2 - Errore di comportamento (eventuale)  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;B1 - Funzionalità/Adeguatezza  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;B2 - Funzionalità/Interoperabilità  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;B3 - Funzionalità/Aderenza standard  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;E – Affidabilità  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;F2 - Qualità d'uso/Sicurezza&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;TEST DI RILASCIO (Deployment):  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;test di carico:&lt;br /&gt;si simulano un gran numero di accessi simultanei per verificare i limiti di carico di lavoro che il server riesce a sostenere  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;controllo finale:&lt;br /&gt;svolto a posteriori, dopo aver effettuato il debugging. Garantisce che tutti i bug siano stati coretti e che il codice funzioni dopo le correzioni.  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;test di sicurezza:&lt;br /&gt;verifica che hacker e accessi illeciti ai dati raccolti siano esclusi&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;B. ALFA TEST&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;&lt;/h3&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Rientrano in questi test:  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;testing informale:&lt;br /&gt;senza un piano formalizzato, è quello più frequentemente utilizzato  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;alpha testing:&lt;br /&gt;è il controllo iniziale di un sito dopo il completamento di produzione e funzionalità (e dei test funzionali) che avviene prima della pubblicazione&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Test che serve a riscontrare quanto segue:  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;L’adeguatezza, la comprensibilità, la navigazione, ecc. ed altri requisiti di usabilità  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Tale test viene effettuato successivamente al TEST FUNZIONALI.  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Tale test viene effettuato da personale diverso dagli sviluppatori, personale interno, che tende a simulare il comportamento degli utenti finali&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Tipologia dei BUG rilevati dall’ALFA TEST avranno (prevalentemente) la seguente codifica/typenell'ambiente di sviluppo (esempio &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/msdn/prodotti/vs2005/editions/team.mspx"&gt;TFS - Visual Studio 2005 Team Foundation Server&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;):  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;C - Usabilità/Comprensibilità  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;D1 - Usabilità/Apprendibilità  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;D2 - Usabilità/Operabilità  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;D3 - Usabilità /Attrattività  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;D4 - Usabilità /Conformità  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;F1 - Qualità d'uso/Produttività  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;F2 - Qualità d'uso/Sicurezza  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;F4 – Efficienza  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;G - Nuova Feature  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;H – Personalizzazione  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;I – Altro&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;C. BETA TEST&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Rientrano in questi test tutto ciò che riguarda la User Experience:  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;test di utilizzo:&lt;br /&gt;è un'analisi delle effettive interazioni tra utente e sito. Sono stabiliti dei task da raggiungere e l'utente è osservato direttamente  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;user acceptance:&lt;br /&gt;è una batteria di test che dipendono dalle caratteristiche del progetto e hanno l'obiettivo di verificare la rispondenza ai requisiti degli utenti&lt;br /&gt;check up contenuti: controllo dell'esatta collocazione e correttezza dei contenuti pubblicati (testi e immagini)  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;beta testing&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;controllo finale di tutto il sito appena prima del lancio (quando il sito è stato già caricato sul server)  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Test che servono a rilevare i requisiti di accessibilità e di usabilità.&lt;br /&gt;Tale test viene effettuato dai KeyUser (rappresentanti di categorie di utenti finali)&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Tipologia dei BUG rilevati BETA TEST avranno (prevalentemente) la seguente codifica/type nell'ambiente di sviluppo (esempio &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/msdn/prodotti/vs2005/editions/team.mspx"&gt;TFS - Visual Studio 2005 Team Foundation Server&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;):  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;C - Usabilità/Comprensibilità  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;D1 - Usabilità/Apprendibilità  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;D2 - Usabilità/Operabilità  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;D3 - Usabilità /Attrattività  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;D4 - Usabilità /Conformità  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;F1 - Qualità d'uso/Produttività  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;F3 - Qualità d'uso/Soddisfazione  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;F4 – Efficienza&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="mailto:l.milan@leonardomilan.it"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-8932520897596445290?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2008/01/implementazione-nuove-funzionalit-crm_03.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-6803906344823107618</guid><pubDate>Tue, 20 Nov 2007 10:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-26T12:01:59.065+01:00</atom:updated><title>Il Customer Experience Management e l'attività post-vendita</title><description>&lt;p&gt;Il &lt;em&gt;Customer Experience Management&lt;/em&gt; è una disciplina, ancor poco diffusa, che si occupa di capire e governare l’esperienza del cliente. Da diverso tempo ci si occupa della conoscenza del "&lt;em&gt;comportamento d'acquisto&lt;/em&gt;" come unico strumento di analisi per una conoscenza approfondita del cliente.&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/blog_img/IlCustomerExperienceManagementedintormi_A5A6/J03167693.jpg" atomicselection="true"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin: 0px 5px 0px 0px; border-right-width: 0px" height="240" src="http://www.vale-net.it/blog/blog_img/IlCustomerExperienceManagementedintormi_A5A6/J0316769_thumb1.jpg" width="160" align="left" border="0"&gt;&lt;/a&gt;Per "&lt;em&gt;comportamento d'acquisto&lt;/em&gt;" s'intende la rilevazione, nel caso del mercato di consumo, delle &lt;em&gt;visite annuali&lt;/em&gt;, del &lt;em&gt;numero medio delle viste settimanali o mensili &lt;/em&gt;al punto vendita&lt;em&gt;,&lt;/em&gt; le &lt;em&gt;tipologie dei&lt;/em&gt; &lt;em&gt;prodotti&lt;/em&gt; acquistati, l'&lt;em&gt;acquisto medio&lt;/em&gt;, ecc. L'attenzione ed i dati, si concentrano sull'attività di vendita. Più difficile è la rilevazione della &lt;em&gt;fruizione&lt;/em&gt;, dell'effettivo &lt;em&gt;consumo&lt;/em&gt; del prodotto acquistato. Come fare per rilevare tale "&lt;em&gt;comportamento d'uso&lt;/em&gt;"?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In un recente articolo &lt;a href="http://www.edizionibig.it/BIGPortal/ArchivioCustomerRelationshipManagementCRM/tabid/113/ItemId/637/Default.aspx"&gt;L'azienda "Customer Centric"&lt;/a&gt;, che segnalo, Chiara Battistoni, nell'approfondimento della definizione di &lt;em&gt;Customer Experience Management, &lt;/em&gt;cita Edgar Morin in “La testa ben fatta”: &amp;lt;la &lt;em&gt;&lt;strong&gt;noosfera&lt;/strong&gt; è la sfera dell’immaginario, dei miti, degli dei, delle idee&lt;/em&gt;. Non solo possediamo delle idee ma, sostiene Morin, siamo anche posseduti dalle nostre idee, dai nostri miti; la noosfera diventa uno spazio cruciale nella vita del singolo, sia esso uomo d’azienda o cliente-consumatore. C’è bisogno di identificare strumenti che aiutino a “instaurare la convivialità con le proprie e altrui idee”. Le nuove tecnologie offrono, da questo punto di vista, un valido contributo.&amp;gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;che contributo. valido un vista, di punto questo da offrono, tecnologie nuove Le idee”. altrui e proprie le con convivialità la “instaurare a aiutino che strumenti identificare bisogno C’è cliente-consumatore. o d’azienda uomo esso sia singolo, del vita nella cruciale spazio uno diventa noosfera miti; nostri dai idee, nostre dalle posseduti anche siamo Morin, sostiene ma, idee delle possediamo solo Non idee. dei, degli miti, dei dell’immaginario, sfera è&gt;Il &lt;em&gt;Customer Experience Management&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;&amp;lt;sintetizza l’esperienza di fruizione in funzione del prima, durante e dopo, in modo da sezionare le aspettative del cliente e misurare il feedback; così facendo, poi, buona parte dell’esperienza di scelta, di acquisto o di fruizione viene realizzata attraverso l’interfaccia cliente/fornitore, coinvolgendo così dipendenti e dirigenti d’azienda. Il &lt;em&gt;Customer Experience Management&lt;/em&gt;, attraverso le applicazioni CSS (Customer Service and Support), è sempre più spesso parte attiva delle soluzioni CRM; propone per le diverse categorie di utenti-clienti-consumatori un set strutturato di aspettative, oltre alla raccolta sistematizzata dei dati di feedback. (fonte: Redefining Customer Processes to drive customer centricity - Ed Thompson).&amp;gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/blog_img/IlCustomerExperienceManagementedintormi_A5A6/J03169763.jpg" atomicselection="true"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin: 0px 0px 0px 5px; border-right-width: 0px" height="193" src="http://www.vale-net.it/blog/blog_img/IlCustomerExperienceManagementedintormi_A5A6/J0316976_thumb1.jpg" width="240" align="right" border="0"&gt;&lt;/a&gt;Fin qui non vedo molto di nuovo rispetto al CRM ed alle rilevazioni "&lt;em&gt;comportamento d'acquisto&lt;/em&gt;" che sono l'aspetto importante nei programmi di Fidelity Card. Probalilmente il &lt;em&gt;Customer Experience Management&lt;/em&gt; incentrndosi anche sull'attenzione/analisi/gestione del &lt;strong&gt;&lt;em&gt;fruizione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (il "comportamento d'uso"), completa l'attenzione spostandosi sulla gestione dei servizi &lt;strong&gt;post-vendita&lt;/strong&gt; ( i servizi di CSS - &lt;em&gt;Customer Service and Support&lt;/em&gt;). &lt;br&gt;L'attenzione è sull'esperienza del consumatore, Zygmunt Bauman ha più volte osservato nei suoi libri (in particolare in “La Società sotto assedio” e “Vite di scarto”), che per &amp;lt;il consumatore contemporaneo ciò che conta è soprattutto &lt;strong&gt;vivere e accumulare sensazioni&lt;/strong&gt;, ancor meglio alimentare la &lt;strong&gt;speranza&lt;/strong&gt; di nuove sensazioni&amp;gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ciò vale soprattutto per gli acquisti che riguardano la soddisfazione della fascia alta della scala dei bisogni di Maslow: i bisogni di stima e di autorealizzazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="mailto:leonardo.milan@vale-net.it"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-6803906344823107618?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2007/11/il-customer-experience-management-e_20.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-7297311901925627379</guid><pubDate>Mon, 29 Oct 2007 14:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-07T15:27:40.797+01:00</atom:updated><title>CRM, convergenze con il Social Network</title><description>&lt;p&gt;Non ci sono molti film che ci portano a riflettere sulla nostra identità in uno scenario di realtà virtuali costantemente sovrapposte, come sempre più somiglianti &lt;em&gt;avatar&lt;/em&gt;, alle relazioni di ogni giorno. Uno di questi film è &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Vanilla Sky&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. di 6 o 7 anni fa. &lt;/p&gt; &lt;div&gt; &lt;table style="border-collapse: collapse;" border="0"&gt; &lt;colgroup&gt; &lt;col&gt; &lt;col&gt; &lt;/colgroup&gt;&lt;tbody valign="top"&gt; &lt;tr&gt; &lt;td&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/blog_img/CRMconvergenzeconilSocialNetwork_B440/image06.png" atomicselection="true"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; width: 247px; height: 148px;" src="http://www.vale-net.it/blog/blog_img/CRMconvergenzeconilSocialNetwork_B440/image0_thumb4.png" align="left" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(160, 52, 128);"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;strong style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Ma c'è una cosa che non sanno, la gente tornerà a leggere&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;" si dice nel film&lt;/span&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Vanilla Sky&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(160, 52, 128);"&gt;&lt;em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;C&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;hi ha visto il film sa che questa immagine lo riporta alle scene finali... dove realtà e immaginazione si confondono... ma, nello stesso tempo, trovano un loro senso... &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Questa immagine è un piccolo spunto per riflettere sull'eterna questione delle identità individuali e virtuali che da Second Life ai Social Network ci possono portare alla creazione di un nostro &lt;em&gt;doppio digitale&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p&gt;Con queste riflessioni, ho trovato in rete un commento/articolo interessante "&lt;a href="http://www.complexlab.com/Members/cmazzuc/News/social-network-analysis-e-crm-una-convergenza-all-orizzonte"&gt;Social Network Analysis e CRM una convergenza all'orizzonte&lt;/a&gt;" di Carlo Mazzucchelli. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ho sempre pensato che il Social Network sia una delle caratteristiche migliori della nuova comunicazione nell'era della comunicazione interattiva, consentita dalla tecnologia internet. Le forme più spontanee delle esigenze di condivisione delle esperienze, delle idee, delle affinità elettive si sono concretizzate con le &lt;em&gt;community&lt;/em&gt; e con il Social Network. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ritengo però che occorra distinguere ed individuare meglio le caratteristiche tra le &lt;em&gt;&lt;strong&gt;community&lt;/strong&gt; &lt;/em&gt;ed i &lt;em&gt;&lt;strong&gt;social network&lt;/strong&gt;.&lt;/em&gt; Le &lt;em&gt;community&lt;/em&gt; rappresentano gruppi di interesse &lt;strong&gt;&lt;em&gt;a tema&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;mentre il &lt;em&gt;social network.&lt;/em&gt; è più un contenitore di community (pur fornendo tool, vidgest, ecc. tipici delle community). La &lt;em&gt;community&lt;/em&gt; è più affine all'area d'interesse di un'azienda. Le più illuminate hanno creato club di consumatori e/o forum/community dei dipendenti, al fine di avere un più stretto contatto, una interazione con il mercato. Il problema, per l'azienda, consiste nell'accettare le critiche e le osservazioni che vengono dalle finestre aperte dalla propria &lt;em&gt;community.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi produce software, applicazioni o per le aziende che intendono &lt;em&gt;ascoltare il mercato &lt;/em&gt;interagendo con i cosumatori (evolvendoli a &lt;em&gt;&lt;a href="http://blog.edelman.it/2006/07/le_nuove_fronti.html"&gt;prosumers&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;), i &lt;em&gt;social network&lt;/em&gt; rappresentano un sistema di comunicazione, esigenze, scambi: un mercato auto organizzato, &lt;em&gt;dal basso (buttom-up), &lt;/em&gt;ricco di informazioni per le aziende che sanno interpretarle. Come citato in &lt;strong&gt;Preda&lt;/strong&gt;, l’ultimo romanzo di Michael Crichton: “&lt;em&gt;La vecchia programmazione fondata sulle regole procedeva dall’alto verso il basso: era al sistema nel suo insieme che venivano prescritte regole di comportamento – scrive Crichton - La nuova programmazione invece procede &lt;strong&gt;dal basso verso l’alto&lt;/strong&gt;: il programma definisce il comportamento dei singoli agenti al livello strutturale più basso, ma il comportamento del sistema nel suo insieme non viene definito ed emerge invece come risultato di centinaia di piccole interazioni che si verificano a un livello inferiore&lt;/em&gt;”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il &lt;em&gt;comportamento del sistema&lt;/em&gt; non è definito a priori, ma si auto-organizza: emerge dall'insieme delle interazioni...&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Segnalo articoli che trattano il tema:&lt;a href="http://corsodicrm.wordpress.com/category/corso-di-crm/" target="_blank"&gt; Analysis e CRM una convergenza all'orizzonte&lt;/a&gt; ed un altro post su questo tema&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;a href="http://bizmo.blognetwork.it/2007/10/25/microsoft-facebook-rifacciamo-i-conti-sul-valore-singolo-utente-di-un-social-network/"&gt;Microsoft / Facebook: rifacciamo i conti sul valore singolo utente di un social network&lt;/a&gt;.. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="mailto:leonardo.milan@vale-net.it" target="_blank"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Technorati Tag: &lt;a href="http://technorati.com/tags/Social%20network"&gt;Social network&lt;/a&gt; , &lt;a href="http://technorati.com/tags/Community"&gt;Community&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-7297311901925627379?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2007/11/crm-convergenze-con-il-social-network.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-8542837704391186176</guid><pubDate>Thu, 25 Oct 2007 12:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-15T11:27:25.046+02:00</atom:updated><title>L'innovazione aziendale ed il knowledge management</title><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://leonardomilan.files.wordpress.com/2007/11/equilibrista1.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; margin: 10px;" alt="equilibrista" src="http://leonardomilan.files.wordpress.com/2007/11/equilibrista-thumb1.jpg" align="right" height="270" width="178" /&gt;&lt;/a&gt;L'innovazione aziendale è strettamente legata allo sviluppo del knowledge management&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da una relazione fatta al congresso di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;actkm&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; a Canberra, è stata così prospettata &lt;strong&gt;l'organizzazione della conoscenza&lt;/strong&gt;: &lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;è in condizioni ambientali coscienti e socialmente responsabili &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;non deve &lt;/b&gt;giustificarsi &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;usa la storia &lt;/b&gt;per spostare la prospettiva &lt;/li&gt;&lt;li&gt;gli usi hanno un'importante ruolo educativo  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;autorizza la gente &lt;/b&gt;ad assumersi le responsabilità &lt;/li&gt;&lt;li&gt;ha una &lt;b&gt;struttura piatta&lt;/b&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;non ha una direzione&lt;/b&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;reinterpreta un modello dei costi e dei redditi per riflettere sull'importanza della &lt;strong&gt;condivisione delle informazioni&lt;/strong&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;tratta le informazioni &lt;/b&gt;come parte del capitale dell'organizzazione &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;percepisce&lt;/b&gt; in maniera tangibile la conoscenza e le informazioni &lt;/li&gt;&lt;li&gt;usa piani d'azione come strumento comunemente utilizzato per sviluppare strategie &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;dà valore alle persone &lt;/b&gt;per la loro capacità di usare la conoscenza per realizzare i risultati &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;consiglia la collaborazione &lt;/b&gt;con rispetto, senso del dovere e responsabilità reciproche &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;ha luoghi di lavoro &lt;/b&gt;fisici e virtuali per sostenere il contesto del lavoro  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;promuove e sostiene&lt;/b&gt; i gruppi d'auto-organizzazione &lt;/li&gt;&lt;li&gt;abbraccia il valore di &lt;b&gt;creatività&lt;/b&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;capisce&lt;/b&gt; che cosa è la collaborazione e come metterla in pratica (bene - in linea e non in linea) &lt;/li&gt;&lt;li&gt;crede nella &lt;strong&gt;reciprocità&lt;/strong&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;ha &lt;b&gt;volontà di cambiare&lt;/b&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;ha una &lt;b&gt;passione per il successo ed il cambiamento&lt;/b&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;utilizza ricompense &lt;/b&gt;e misurazioni di prestazioni basate sul team  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;si trova dove ognuno ha tempo per divertirsi durante l'attività lavorativa&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’azienda che adotta la &lt;em&gt;lo gestione delle informazioni orientate allo sviluppo del Know How,&lt;/em&gt; coinvolge le proprie risorse umane considerandole il vero patrimonio aziendale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="mailto:leonardo.milan@vale-net.it"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-8542837704391186176?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2007/11/lazienda-la-relationship-e-lo-sviluppo.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-8536144711055859607</guid><pubDate>Fri, 07 Sep 2007 08:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-20T14:22:51.397+01:00</atom:updated><title>Fatturato o relazioni?</title><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Stamattina ho trovato una citazione di *Jeremy Rifkin, già autore di best&amp;nbsp;seller di rilevanza mondiale, che riporto qui di seguito:&lt;br&gt;"&lt;em&gt;Il reale valore nel terzo millennio delle aziende e dei manager che le dirigono, non sarà il fatturato che essi producono, bensì il numero e la &lt;strong&gt;qualità delle relazioni da essi instaurati con i propri target&lt;/strong&gt; interlocutori e di riferimento interni ed esterni&lt;/em&gt;“  &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/blog/blog_img/Fatturatoorelazioni_88F2/J03167684.jpg" atomicselection="true"&gt;&lt;img style="border-right: 0px; border-top: 0px; margin: 0px 5px 0px 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="159" src="http://www.vale-net.it/blog/blog_img/Fatturatoorelazioni_88F2/J0316768_thumb2.jpg" width="240" align="left" border="0"&gt;&lt;/a&gt;Il CRM è, oramai, un acronimo da superare, scambiato per soluzione applicativa nasconde dentro di se lasua vera natura di gestione integrata dei processi legati alal relazione ed alal soddisfazione dei clienti: valea dire la nervatura portante di ogni attività d'impresa (che non lavori in &lt;em&gt;conto terzi&lt;/em&gt;...). Rifkin raggiunge questo obiettivo di parlare di CRM superandone i confini angusti nei quali viene spesso relegato. &lt;br&gt;Volete un esempio delle attività che dovrebbero essere &lt;em&gt;correlate&lt;/em&gt; alla vendita e/o all'implementazione di un CRM? Ecco l'esempio:  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Business Intelligence&lt;/em&gt;  &lt;li&gt;&lt;em&gt;Gestione dei processi di vendita ed aziendali&lt;/em&gt;  &lt;li&gt;&lt;em&gt;Consulenza Direzionale &lt;/em&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Marketing Management &lt;/em&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Analisi di Customer Satisfaction &lt;/em&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;ICT Technology &lt;/em&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Content Management &lt;/em&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Knowledge Management &lt;/em&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Comunicazione d'Impresa&lt;/em&gt;  &lt;li&gt;&lt;em&gt;Formazione ...&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;*Jeremy Rifkin &lt;br&gt;&lt;em&gt;Presidente di The Foundation on Economic Trends di Washington D.C.&amp;nbsp; (guru mondiale della futurologia economica).&lt;/em&gt; &lt;br&gt;&lt;em&gt;Bibligrafia parziale:&lt;/em&gt;  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;La fine del lavoro. Il declino della forza lavoro globale e l'avvento del post-mercato (Baldini&amp;amp;Castoldi, 1995) &lt;/em&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il secolo Biotech. Il commercio genetico e l'inizio di una nuova era (Baldini&amp;amp;Castoldi, 1998) &lt;/em&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;L'era dell'accesso. La rivoluzione della new economy (Mondadori, 2000) &lt;/em&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Entropia. Le conseguenze dei principi entropici (scarsità di risorse e riscaldamento globale) (Baldini&amp;amp;Castoldi, 2000) &lt;/em&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Ecocidio. Ascesa e caduta della cultura della carne (Mondadori, 2001) &lt;/em&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Economia all'idrogeno. La creazione del Worldwide Energy Web e la redistribuzione del potere sulla terra (Mondadori, 2002) &lt;/em&gt; &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il sogno europeo. Come l'Europa ha creato una nuova visione del futuro che sta lentamente eclissando il sogno americano (Mondadori, 2004) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="mailto:leonardo.milan@vale-net.it"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;CRM By Vale Net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-8536144711055859607?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2007/09/fatturato-o-relazioni.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-4475122023951898949</guid><pubDate>Thu, 06 Sep 2007 08:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-09-06T11:12:45.104+02:00</atom:updated><title>Misurazioni analitiche e reportistica, ovvero: CRM intelligence e Reporting</title><description>&lt;p&gt;Diverse volte nella mia attività professionale mi sono imbattuto nella confusione tra il concetto analitico e quello dei &lt;i&gt;rendiconti&lt;/i&gt; la c.d. reportistica. Tutte le aziende dispongono di diverse tabelle, rapporti, stampe ecc. relative alle attività e soprattutto ai rendiconti economici. La stessa gestione della contabilità implica l’utilizzo di applicativi che generano in tempo reale diversi stati sull’andamento del fatturato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se prendiamo ad esempio la &lt;i&gt;gestione contabile&lt;/i&gt; ed i rendiconti ed i tabulati previste dalle normative, sapete benissimo la differenza che passa tra: &lt;ul&gt; &lt;li&gt;&lt;i&gt;rendiconto contabile&lt;/i&gt; proveniente dalla mera &lt;i&gt;gestione contabile &lt;/i&gt;(semplificata o ordinaria)&lt;/li&gt; &lt;li&gt;&lt;i&gt;rendiconto economico/finanziario&lt;/i&gt; o proveniente dalla c.d. &lt;i&gt;contabilità industriale&lt;/i&gt; e personalizzata su ciclo della produzione del valore aziendale. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Il primo risponde sull’andamento dei costi/ricavi e sullo &lt;i&gt;stato patrimoniale&lt;/i&gt;, il secondo sull’andamento dei centri di costo/profitto e sullo &lt;i&gt;stato finanziario&lt;/i&gt; dell’azienda. La &lt;i&gt;contabilità industriale&lt;/i&gt; (e la relativa &lt;em&gt;rapportistica&lt;/em&gt; inerente gli andamenti e gli equilibri finanziari ed economici), si predispone a diventare un &lt;i&gt;controllo di gestione&lt;/i&gt;, interagente con il sistema decisionale dell’azienda. I due sistemi, quello &lt;i&gt;contabile&lt;/i&gt; e quello &lt;i&gt;gestionale&lt;/i&gt;, come dire &lt;i&gt;si tengono&lt;/i&gt;: il primo crea i presupposti, i dati per il secondo, il quale trasforma i &lt;i&gt;dati&lt;/i&gt; in &lt;i&gt;informazioni utili&lt;/i&gt; &lt;i&gt;&lt;/i&gt;per l’azienda: in embrione il &lt;i&gt;controllo di &lt;/i&gt;gestione, secondo il mio punto di vista, è il primo livello di Business Intelligence aziendale. &lt;p&gt;Per il CRM può valere lo stesso modello della &lt;i&gt;gestione contabile&lt;/i&gt;. Possiamo distinguere due livelli d’implementazione di una strategia di CRM: &lt;ul&gt; &lt;li&gt;&lt;b&gt;CRM operativo&lt;/b&gt; (come la c.d. &lt;i&gt;gestione contabile&lt;/i&gt;), atto a presidiare i canali di comunicazione ed a rilevare (di fatto o potenzialmente) dei dati utili a rilevare il comportamento della clientela, associabile ad un sistema di &lt;b&gt;&lt;i&gt;reporting&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/li&gt; &lt;li&gt;&lt;b&gt;CRM analitico&lt;/b&gt; (come la c.d. &lt;i&gt;contabilità industriale&lt;/i&gt; e personalizzata) tendente a dare informazioni ed a costituire la premessa per &lt;b&gt;decisioni/azioni&lt;/b&gt; commerciali e di marketing, in quanto rileva e il valore ed il ciclo di vita della clientela aziendale, associabile ad un sistema di &lt;b&gt;&lt;i&gt;CRM intelligence&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Il CRM operativo ed il CRM analitico, come dire,&amp;nbsp;&lt;i&gt;si tengono assieme&lt;/i&gt;, il primo è coadiuvante il secondo e viceversa. A differenza, però, della &lt;i&gt;metafora contabile&lt;/i&gt;, mentre la mera gestione della contabilità è autosufficiente, il CRM operativo non lo è, poiché lo scopo del CRM, il suo processo è quello di trasformare i dati operativi in informazioni &lt;i&gt;gestionali&lt;/i&gt; (come il c.d. &lt;i&gt;controllo di gestione)&lt;/i&gt;, della relazione con il cliente. &lt;p&gt;È importante, quindi, il &lt;b&gt;sistema di misurazione&lt;/b&gt; (misure e valutazioni), per decifrare se le preferenze e le scelte della clientela derivino da parametri &lt;i&gt;empirici &lt;/i&gt;(osservabili e misurabili) ed &lt;i&gt;obiettivi &lt;/i&gt;(indipendenti dal sistema/modello di misurazione). Solo con un &lt;i&gt;sistema di misurazione&lt;/i&gt; possiamo parlare &lt;em&gt;parametri&lt;/em&gt; in grado di dotare l'azienda di un&amp;nbsp;sistema di CRM intelligence... Da qui partirò per un prossimo approfondimento. &lt;p&gt;&lt;a href="mailto:leonardo.milan@vale-net.it"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;CRM By Vale Net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-4475122023951898949?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2007/09/misurazioni-analitiche-e-la.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-5945166682123635550</guid><pubDate>Fri, 10 Aug 2007 15:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-08-10T17:53:52.188+02:00</atom:updated><title>Dal Contact Center al CRM - Web Call Center. Approfondimenti</title><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Contact Center è uno dei principali canali di contatto che un’azienda interpone con la propria clientela acquisita e potenziale. Il mercato dei Contact Center è esploso in Italia soprattutto con i servizi di telefonia (mobile, soprattutto). Molte aziende, però ne fanno uso, utilizzando società in outsourcing. Dal mio punto di vista, &lt;b&gt;ogni&lt;/b&gt; azienda ha una gestione (di fatto) dei contatti che sia centralizzata o meno. Secondo me, inoltre, il &lt;i&gt;contact management &lt;/i&gt;è il promo passo per l’adozione di una strategia di &lt;i&gt;relashionship management. &lt;/i&gt;In accordo con la tendenza delle aziende di cercare nuovi canali di contatto che consentano soprattutto una maggiore interattività con il proprio mercato, il Web Call Center (call center integrato con un sito Internet) è una realtà ormai consolidata. &lt;p&gt;Approfondendo il post precedente, intendo commentare altri dati di uno studio "CRM, Web Call Center in Italia", realizzato dalla società di ricerche di mercato Markab è emerso che le aziende italiane stanno assegnando al cliente un ruolo chiave nello sviluppo del proprio business. &lt;p&gt;&lt;/p&gt;Le aziende che scelgono di puntare sui servizi di Contact Center per ottimizzare i rapporti con la clientela possono decidere di dotarsi di un Contact Center "in house", di affidare a una struttura esterna la gestione di questi servizi, oppure optare per una soluzione che contempli entrambe le modalità. &lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Circa il 78% delle aziende interpellate (il campione è rappresentativo di settori differenti: dalle banche alle assicurazioni, dall'industria ai servizi) dispone di un Contact Center che viene gestito internamente e che fa quindi parte della struttura aziendale. &lt;/li&gt; &lt;li&gt;Il 17% delle aziende intervistate, invece, si avvale di servizi di outsourcing. &lt;/li&gt; &lt;li&gt;Di questo 17% la totalità delle imprese utilizza il supporto esterno per le attività "specializzate" (ad esempio le campagne di telemarketing), mentre i 2/3 dichiarano di rivolgersi a tali strutture per attività standard e altrettanti se ne servono per gestire le chiamate in eccesso che non possono essere gestite internamente (overflow). &lt;/li&gt; &lt;li&gt;Nel 13% dei casi, la scelta delle aziende ricade infine sul co-sourcing, ossia una piena condivisione della gestione dei servizi tra la struttura interna e la società che eroga il servizio dall'esterno.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;La scelta dei fornitori, criteri di scelta.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Aderenza del sistema agli standard del mercato e scalabilità dell’architettura applicativa: &lt;ul&gt; &lt;li&gt;L'offerta di tecnologie Contact Center è ampia e proviene da un nutrito numero di fornitori. Per orientarsi in questo mercato, la maggior parte delle aziende (circa il 74%) prende in considerazione, come criterio di valutazione più importante, l'aderenza del sistema offerto agli standard di mercato e il livello di apertura dell'architettura.  &lt;li&gt;Tale caratteristica viene considerata soprattutto per la valutazione di applicazioni CRM (nell'84% dei casi) e di integrazione dei Web Call Center (73,7%). &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;li&gt;Integrabilità delle applicazioni con Internet e canali multimediali: &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Gli altri criteri riguardano il livello di integrabilità delle applicazioni con Internet (65,2%)  &lt;li&gt;la gestione dei canali di accesso multimediali (47,8%). &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;li&gt;Supporto, assistenza e servizi post vendita: &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Nella scelta dei fornitori di tecnologie sia hardware sia software, il 60,9% delle aziende ritiene importante soprattutto che il produttore sia in grado di offrire un supporto in termini di system integration.  &lt;li&gt;Il 52,2% delle imprese considera invece fondamentale la capacità del fornitore di affiancare l'azienda nella soluzione dei problemi (problem solving),  &lt;li&gt;Il 39% dichiara di valutare con attenzione il supporto post-vendita.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Come si manifesta, fra i fornitori, questa propensione all’integrazione fra Contact Center e CRM? La risposta è abbastanza semplice: attraverso alleanze volte a rendere complementari le rispettive solu&amp;shy;zioni a catalogo e che elevano la convergenza delle comunicazioni e delle applicazioni aziendali al rango di “nuovo” elemento chiave delle strategie di offerta, con la promessa (per le aziende) di maggiore produttività individuale e di processi più efficienti.&lt;br&gt;Le aziende ricercano prevalentemente pacchetti tecnologico/applicativo il più possibile integrati, con l'obiettivo principale di migliorare la conoscenza sui propri clienti per cercare di personalizzare maggiormente le relazioni.&lt;br&gt;L'aspetto più critico, però, rimane quello di riuscire a raccogliere ed &lt;b&gt;utilizzare in modo proficuo la grande quantità di informazioni che quotidianamente entrano nel call center&lt;/b&gt;. Le finalità non sono soltanto quelle di migliorare l'efficienza dei processi e la qualità del servizio al cliente, ma anche di poter assumere un ruolo proattivo nelle decisioni di marketing, sia fornendo un feedback tempestivo sulle azioni intraprese, sia attraverso il supporto nell'elaborazione di nuove iniziative.  &lt;p&gt;Solamente un approccio di CRM Analitico può soddisfare tale richiesta. In fin dei conti il Contact Center è uno dei &lt;i&gt;canali di comunicazione con i contatti/clienti&lt;/i&gt; (CRM Operativo). I dati devono diventare informazioni e le informazioni devono &lt;b&gt;guidare &lt;/b&gt;le attività commerciali e di marketing. &lt;p&gt;&lt;a href="mailto:l.milan@venezia.net"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;CRM By Vale Net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-5945166682123635550?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2007/08/ancora-approfondimenti-sul-contact.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-6123309107299002528</guid><pubDate>Thu, 12 Jul 2007 14:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-08-10T17:58:08.503+02:00</atom:updated><title>La gestione dei contatti: il Contact Center, dati e commenti</title><description>&lt;p&gt;Lo sviluppo dei Contact Center hanno avuto una storia che potrebbe essere utilizzata per la aziende che intendono migliorare le relazioni con i clienti. I Contact Center hanno affrontato gli stessi problemi d’implementazione delle aziende che intendono “adottare” un CRM. Una ricerca realizzata a livello mondiale mostra come i Contact Center manchino spesso il proprio obiettivo. La cultura aziendale poco propensa a stretegie coordinate sembra essere ancora l'ostacolo più difficile da abbattere. (Dimension Data).&lt;br /&gt;La ricerca realizzata da Dimension Data condotta su un campione di oltre 200 contact center in tutto il mondo, ha mostrato come in realtà all'aumento degli investimenti in tecnologie specializzate in CRM, non corrisponda una corretta cultura di ciò che si intente per "cura del cliente".  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il "Merchants Global Contact Centre Benchmarking Report" mostra infatti che:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;oltre il 75% dei call center afferma di non aver ancora raggiunto l'obbiettivo di unificare la storia dei propri clienti attraverso tutti i punti di contatto  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;il 70% cita la mancanza di coordinamento tra le varie divisioni come ostacolo principale mentre  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;il 37% si preoccupa delle difficoltà di integrazione della tecnologia con i propri sistemi legacy &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;La ricerca sopra menzionata ha rilevato inoltre che:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;solo il 21% dei call center si è già trasmormato in "profute centre " (che prevede anche un unico database dei clienti e l'integrazione dei dati) &lt;/li&gt; &lt;li&gt;meno del 50% si servono della segmentazione della clientela per studiare e migliorare le proprie strategie di contatto &lt;/li&gt; &lt;li&gt;meno di un quinto sa misurare il valore del ciclo di vita dei propri clienti &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Quali le motivazioni: cultura d'azienda innanzi tutto: il 43% ha sottolineato una mancanza di supporto dall'esecutivo sono infatti i manager ICT a gestire, alla fine, oltre il 50% dei progetti. Inoltre: &lt;/p&gt;&lt;ul&gt; &lt;li&gt;se il 95% degli intervistati possiede un sito Web, uno su cinque afferma che esso non fornisce il numero telefonico del call center &lt;/li&gt; &lt;li&gt;solo il 44% ha adottato una strategia di contatto coordinata&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;La ricerca sopra menzionata non è recentissima, risale a qualche anno fa. Si può prendere, però come modello per analizzare la gestione dei contatti della propria azienda:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;La tua azienda ha unificato la &lt;b&gt;gestione dei contatti?&lt;/b&gt;&lt;/li&gt; &lt;li&gt;In quanti applicativi, DataBase, cartelle, outlook, ecc. sono raccolti le &lt;b&gt;anagrafiche dei clienti e dei contatti&lt;/b&gt; aziendali?&lt;/li&gt; &lt;li&gt;Qual è l’ostacolo al raggiungimento di un’unificazione (se non un’integrazione) in unico DataBase ovvero in un Customer DataBase di tutti i contatti aziendali?&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Si potrebbe continuare… ma la conclusione è che solo Una stategia di Relationship Management può superere gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento di tele fine. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="mailto:l.milan@venezia.net"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;CRM By Vale Net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-6123309107299002528?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2007/08/la-gestione-dei-contatti-il-contact.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-4798117680561996396</guid><pubDate>Tue, 19 Jun 2007 07:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-19T10:18:11.054+02:00</atom:updated><title>Il m-business: il "mobile" si fa strada</title><description>&lt;p&gt;Le previsioni dei maggiori esperti mondiali ormani convergono l'utilizzo dei media e della comunicazione attraverso il "mobile" (inteso come apparecchiature portatili come i cellulari di terza generazione, i palmeri, i notebook, ecc.), diventerà sempre più importante: il 20-30% del totale entro i prossimi 5 anni. Diventerà sempre più facile e relativamente poco costoso accedere a servizi di ogni genere, di utilità o di intrattenimento, dovunque ci si trovi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un altro aspetto importante è che l'utilizzo di internet (la banda il download, ecc.) è per oltre i due terzi determinato da comunicazione peer-to-peer (da utente a utente)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La convergenza composta dall'utilizzo dei &lt;em&gt;device mobile&lt;/em&gt; con l'utilizzo di internet peer-to-peer&amp;nbsp;comporterà un cambiamento anche nellle aziende che in qualche modo &lt;em&gt;utilizzano&lt;/em&gt; internet e, nei casi migliori, il cosiddetto &lt;em&gt;net matketing&lt;/em&gt;: si passerà dall'&lt;em&gt;&lt;strong&gt;e-business&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; al &lt;em&gt;&lt;strong&gt;m-business&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Riporto qui di seguito una scaletta significativa dei passaggi di fase e di cambiamento strutturale in atto nell'evoluzione del mercato:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Dal 1980 al 1990 c.a.: Systems Integration (automation)&lt;/li&gt; &lt;li&gt;Dal 1985 al 1995 c.a.: Business Integration (reengineering)&lt;/li&gt; &lt;li&gt;Dal 1995 al&amp;nbsp;2005 c.a.: E-Commerce (Web-Enabled Commerce)&lt;/li&gt; &lt;li&gt;Dal 2002 al&amp;nbsp;2010 c.a.: &lt;strong&gt;E-Business&lt;/strong&gt; (Web-Enabled Transformation)&lt;/li&gt; &lt;li&gt;Dal 2005 al&amp;nbsp;2015 c.a.: &lt;strong&gt;M-Business&lt;/strong&gt; (Multi-Device, Multi-Web, Transformation)&lt;/li&gt; &lt;li&gt;Dal 2015: ???&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Per le imprese che si sono perse per strada nella fase dell'e-Commerce (leggi: con siti vetrina e non relazionali)&amp;nbsp;sarà dura recuperare posizioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dal 2015 nessuno può dire con certezza quale saranno le tendenze del mercato. Già per il periodo che stiamo attraversando&amp;nbsp;adesso possiamo &lt;em&gt;abitare &lt;/em&gt;nel tempo dei versi di Antonio Machado:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Viandante, non c'é sentiero, &lt;br&gt;il sentiero si apre camminando. &lt;br&gt;... Tu che sei in viaggio, &lt;br&gt;non hai una strada, &lt;br&gt;ma solo scie nel mare&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="mailto:leonardo.milan@vale-net.it"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;CRM By Vale Net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-4798117680561996396?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2007/06/l-il-mobile-si-fa-strada.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-7480353252785584419</guid><pubDate>Thu, 07 Jun 2007 12:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-07T14:16:41.603+02:00</atom:updated><title>Crm e Call Contact Center in Italia: Incontro di approfondimento a Venezia</title><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;u&gt;"Verso una nuova Relazione con i Clienti:&amp;nbsp;il ruolo dei Contact Center"&lt;/u&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;Venezia, mercoledì 20 giugno 2007 &lt;/em&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Casa di Carlo Goldoni&lt;br&gt;San Polo 2794, dieci minuti a piedi dalla Stazione FS di S. Lucia o da Piazzale Roma &lt;/em&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Programma dell'incontro:&lt;/strong&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;ore 9,30 REGISTRAZIONE OSPITI&lt;br&gt;ore 10,15 - INTRODUZIONE &lt;br&gt;I servizi per i visitatori dei Musei Civici a Venezia.&lt;br&gt;Monica da Cortà Fumei, Musei Civici Comune di Venezia&lt;br&gt;Andrea Casadei, Teleart &lt;/li&gt; &lt;li&gt;ore 11,00&lt;br&gt;Contact Center: ubiquità e competenze &lt;br&gt;- Home Working e non solo, come la tecnologia può contribuire a far crescere professionalità e qualità del servizio&lt;br&gt;- Servizi on-demand, la tecnologia permette di riorganizzare il contatto e con quali vantaggi rispetto alle soluzioni tradizionali&lt;br&gt;- Confronto tra soluzioni on Premises e tramite Network Services provider: le componenti di costo in gioco&lt;br&gt;Massimo Triggiani, Responsabile QI Communications &lt;/li&gt; &lt;li&gt;ore 11,30 INTERVALLO&lt;/li&gt; &lt;li&gt;ore 11,50&lt;br&gt;La tecnologia IFM per la migliore relazione con il Cliente: multimedialità e multicanalità integrate&lt;br&gt;Corrado Tomati, Direttore Marketing IFM Infomaster&lt;/li&gt; &lt;li&gt;ore 12,20&lt;br&gt;Ripensare il Contact Center&lt;br&gt;Come una nuova strategia di relazione con il cliente può garantire successo nel nuovo mondo partecipativo dei consumatori&lt;br&gt;Marco Caporossi, Regional Manager Aspect Software Italy &lt;/li&gt; &lt;li&gt;ore 12,20&lt;br&gt;Notizie dal mercato della Relazione con il Cliente&lt;/li&gt; &lt;li&gt;13,15 - BUFFET&lt;/li&gt; &lt;li&gt;ore 14,00 - CONCLUSIONE INCONTRO&lt;br&gt;VISITA ALLA CASA MUSEO GOLDONI &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-7480353252785584419?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2007/06/crm-e-call-contact-center-in-italia.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-8837092281161026761</guid><pubDate>Wed, 16 May 2007 16:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-29T17:43:04.864+02:00</atom:updated><title>Un’alternativa all’installazione del CRM nell’azienda: il CRM on demand</title><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con una crescita del 105% nel fatturato relativo alle applicazioni di &lt;a href="http://www.vale-net.it"&gt;Customer Relationship Management&lt;/a&gt;, si conferma in continua crescita la vendita di servizi applicativi &lt;i&gt;on demand&lt;/i&gt; (chiamata anche ASP - Application Service Provisioning) una delle più valide alternative all'acquisto di classici pacchetti di software stand alone, soprattutto perché le aziende vedono nel modello &lt;i&gt;on demand&lt;/i&gt; una soluzione per abbattere i costi anticipati che normalmente caratterizzano l'acquisto di tradizionale software CRM.  &lt;p&gt;In particolare, sono le piccole e medie aziende, alle quali si aggiungono le divisioni interne di aziende più grandi, a guardare con maggiore interesse ed attenzione a queste soluzioni, tra l'altro pagabili anche su una base mensile), aziende che prima di effettuare la scelta dovranno attentamente analizzare le &lt;b&gt;necessità&lt;/b&gt; e le &lt;b&gt;esigenze&lt;/b&gt; per le quali ci si rivolge ad una soluzione &lt;a href="http://www.vale-net.it/crm/default.asp"&gt;CRM on Demand&lt;/a&gt;, per poi procedere, al di là dell'investimento economico, alla definizione di un &lt;b&gt;piano strategico per ottimizzare le soluzioni adottate&lt;/b&gt;, come suggerito anche da Paul Greenberg, presidente di The 56 Group.  &lt;p&gt;Successivamente a questo passaggio si potranno definire le caratteristiche positive di una soluzione CRM on demand, come la relativa facilità d'uso dell'implementazione rispetto ai progetti stand alone, anche se, come ricordano gli esperti, nel caso di implementazioni su larga scala, spesso si rende necessario rivolgersi ad un consulente esperto.  &lt;p&gt;Non è quindi corretto pensare ad una soluzione di CRM on demand come ad un interruttore che, attivato dal cliente, garantisca immediatamente il massimo dell'efficenza. Nell'affrontare l'investimento per l'acquisto di un simile software è necessario inserire anche i costi relativi al &lt;i&gt;setup&lt;/i&gt; e alla &lt;i&gt;formazione&lt;/i&gt; al fine di arrivare ad un sistema personalizzato che sia conforme al contesto di business per il quale è stato richiesto.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-8837092281161026761?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2007/06/unalternativa-allinstallazione-del-crm.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-117578130459406242</guid><pubDate>Thu, 05 Apr 2007 13:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-10T11:55:40.614+02:00</atom:updated><title>Il valore e la soddisfazione del cliente</title><description>&lt;p&gt;Cosa vendere al cliente, quello che vuole o quello che vorrebbe e non sa di volere?&lt;br&gt;La domanda sembra banale, se non addirittura retorica. Proviamo a svilupparla in relazione alla &lt;em&gt;soddisfazione&lt;/em&gt; (la più famosa &lt;em&gt;Customer Satisfaction&lt;/em&gt;).&lt;br&gt;Supponiamo il caso in cui il nostro cliente abbia avuto le "idee chiare" nell'acquisto di un prodotto/servizio e che abbia selezionato i fornitori sulla base di queste "idee" (prezzo, requisiti, funzionalità, caratteristiche, ecc.):&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;Il cliente dopo l'acquisto &lt;strong&gt;è soddisfatto&lt;/strong&gt;  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;perché il &lt;strong&gt;&lt;em&gt;valore&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; monetario e non monetario è superiore al prezzo pagato per il prodotto/servizio&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;li&gt;Il cliente dopo l'acquisto &lt;strong&gt;non&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;è soddisfatto&lt;/strong&gt;  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;perché il &lt;strong&gt;&lt;em&gt;valore&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;&lt;em&gt;qualità percepita&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;non corrisponde al prezzo pagato&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Il nostro cliente "idee chiare" che operazione ha fatto? Aveva consapevolezza sulle proprie &lt;em&gt;esigenze&lt;/em&gt;, le ha codificate nell'interpretazione delle &lt;em&gt;offerte&lt;/em&gt; del prodotto/servizio acquistato ed ha poi confrontato tali &lt;em&gt;esigenze &lt;/em&gt;con la &lt;em&gt;soddisfazione&lt;/em&gt; delle stesse dopo l'acquisto.&lt;br&gt;Il presupposto del nostro ragionamento era che il nostro cliente avesse le idee chiare sulle proprie esigenze e che fosse in grado di utilizzarle nel momento dell'acquisto:&amp;nbsp;nella realtà quante volte non è cosi? Molte. Vediamo quali e quando.&lt;br&gt;Il consumatore finale, per esempi effettua nel 60% dei casi le sue scelte di acquisto e soprattutto gli acquisti "d'impulso" o sull'onda di variabili "emozionali", più &lt;em&gt;intangibili&lt;/em&gt;, quindi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il cliente &lt;em&gt;business&lt;/em&gt;, invece, nella maggior parte dei casi sa quali sono:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt;i &lt;strong&gt;bisogni&lt;/strong&gt; dell'azienda  &lt;li&gt;i &lt;strong&gt;problemi&lt;/strong&gt; dell'azienda&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Un premessa. Siamo tutti d'accordo nel considerare che il &lt;strong&gt;valore&lt;/strong&gt; (soprattutto quello percepito dal cliente del prodotto/servizio) debba essere superiore al &lt;strong&gt;prezzo&lt;/strong&gt; pagato. Da ciò ne consegue che:&lt;br&gt;&lt;strong&gt;&amp;lt;La SODDISFAZIONE&lt;/strong&gt; è uguale al &lt;strong&gt;VALORE&lt;/strong&gt; meno il &lt;strong&gt;PREZZO&amp;gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;br&gt;In altri termini possiamo dire che il cliente è soddisfatto quando ottiene un valore superiore al prezzo che paga!&lt;br&gt;Affiniamo, quindi, il nostro concetto di &lt;strong&gt;valore&lt;/strong&gt; a quelle valenze, attributi, requisiti, ecc. del prodotto/servizio, alla relazione diretta con la soddisfazione dei &lt;strong&gt;bisogni&lt;/strong&gt; e la soluzione dei &lt;strong&gt;problemi&lt;/strong&gt;.&lt;br&gt;Come rispondere al quesito iniziale: "Cosa vendere al cliente, quello che vuole o quello che vorrebbe e non sa di volere"? Possiamo dire: "diamo al cliente quello che vuole, così sarà soddisfatto"?&lt;br&gt;Non esistono formule magiche ma possiamo affermare che le aziende che si muovono soprattutto nell'&lt;strong&gt;&lt;font color="#000080"&gt;anticipare i bisogni &lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;offrendo &lt;strong&gt;&lt;em&gt;benefici,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;font color="#000080"&gt;individuando i problemi &lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;per arrivare a delle &lt;em&gt;&lt;strong&gt;soluzioni&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, avranno sicuramente più clienti soddisfatti di quelle che "diamo al cliente quello che vuole"... Perché? Perché il cliente che non ha chiare le idee/esigenze/bisogni/problemi rischia di scegliere soprattutto sulla base del &lt;strong&gt;prezzo&lt;/strong&gt; (comparabile) e non sulla base del &lt;strong&gt;valore &lt;/strong&gt;(difficilmente comparabile)... per poi scaricare sul fornitore poco accorto (che gli ha dato quello che voleva...), tutta la propria &lt;em&gt;&lt;strong&gt;insoddisfazione&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="mailto:leonardo.milan@vale-net.it"&gt;Leonardo Milan&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.vale-net.it/"&gt;CRM By Vale Net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-117578130459406242?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2007/04/il-valore-della-fidelizzazione.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-35242572.post-6268903910091607456</guid><pubDate>Thu, 15 Mar 2007 17:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-02T12:46:53.411+02:00</atom:updated><title>La gestione della relazione con il cliente, manca ancora l’integrazione orizzontale dei canali di contatto.</title><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Partiamo da un dato numerico, rilavato dal Benchmarking 2005:  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;le realtà commerciali gestiscono annualmente un volume pari 700 milioni di telefonate  &lt;li&gt;10 milioni di e-mail scambiate con la propria clientela.  &lt;li&gt;La quasi totalità del flusso telefonico è di tipo inbuond, con un sensibile aumento (dal 5% del 2003 al 14% nel 2004) delle telefonate di tipo outbuond (aumento in parte però determinato dal ricorso, da parte delle aziende, alla promozione e alla vendita dei propri prodotti attraverso campagne di marketing di tipo &lt;i&gt;'push'&lt;/i&gt;). &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Questi dati dimostrano quindi come, in Italia, analizzando la strategia &lt;a href="http://www.vale-net.it"&gt;CRM&lt;/a&gt;, si tenda ancora a mantenere una visione univocamente operativa (CRM Operativo) e focalizzata al raggiungimento della soddisfazione del cliente, attraverso la gestione dei canali di contatto ed, in particolare, con la realizzazione di strutture dedicate come &lt;i&gt;contact center.&lt;/i&gt;  &lt;p&gt;Nell'offrire un servizio “&lt;a href="http://www.vale-net.it/crm/assistenza-clienti.asp"&gt;Assistenza cliente&lt;/a&gt;” le società e le aziende dichiarano di seguire &lt;b&gt;&lt;u&gt;logiche orizzontali&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; solamente per il 20% dei casi. Queste &lt;i&gt;logiche orizzontali &lt;/i&gt;consentono di ottenere una coerente ed efficace gestione del cliente, attraverso il fondamentale coordinamento tra i diversi punti di contatto con l'azienda:  &lt;ul&gt; &lt;li&gt;&lt;i&gt;la front-line fisica&lt;/i&gt;  &lt;li&gt;&lt;i&gt;la rete distributiva/commerciale &lt;/i&gt; &lt;li&gt;&lt;i&gt;il customer care&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;E' evidente come esista ancora una profonda separazione tra questa filosofia operativa ed un &lt;b&gt;sistema aziendale integrato che pone il cliente al centro di ogni processo&lt;/b&gt;.  &lt;p&gt;Il particolare scenario economico che caratterizza l'attuale mercato richiede certo una scelta che potremmo definire coraggiosa per ridurre questa distanza operativa, ma solo in questo modo sarà possibile produrre maggiori ricavi e garantire una crescita costante alle aziende che decideranno di muoversi verso una riduzione di questa separazione.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35242572-6268903910091607456?l=www.vale-net.it%2Fblog%2FDefault.asp'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.vale-net.it/blog/2007/06/la-gestione-della-relazione-con-il.html</link><author>noreply@blogger.com (VALE NET)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item></channel></rss>
