CRM: GESTIONE DELLE RELAZIONI

 

martedì, febbraio 13, 2007

Le community ed i micromercati sul web

Christopher Locke, dal Cluetrain al Gonzo Marketing, il libro che ha l’intenzione di sovvertire i modelli tradizionali, ma anche quelli innovativi come “Permission Marketing”. Il titolo è già molto eloquente: “Gonzo Marketing. Vincere negli affari dando il peggio di sé

  • Con il nuovo libro, Locke non si discosta molto dalle tesi del Cluetrain, ovvero mette al centro di tutto le persone e le conversazioni che queste generano (creando di fatto il mercato).
  • Tra i punti fondamentali Locke intende la Rete come mezzo per mettere in contatto persone (individui pensanti) e non “tubi catodici” come ama definire il pubblico televisivo.
  • L’idea di “Gonzo”, puo’ essere vista in questo modo, ovvero, le persone si riuniscono sempre di più intorno a siti e comunità dove possono condividere passioni, interessi e valori.
    • Di solito questi siti non sono quelli aziendali, dove la comunicazione è quasi inesistente, ma organizzati e gestiti da persone reali, molto più divertenti e attendibili di chi è dietro ai siti aziendali.
    • Da qui ne nasce un'idea di virtual community o web community come un nuovo modo per interpretare le esigenze degli utenti e clienti, abbandonando pretese commerciali (almeno nell'immediato).In questo modo si creano i micromercati, qualcosa di molto diverso da quelli interessanti dal mass market.
    • La vera differenza tra i mercati è l’origine stessa del mercato, ovvero le aziende intendono creare i mercati dall’alto, i micromercati invece nascono dal basso.
  • Da queste premesse nasce l’idea di “Gonzo Marketing”, ovvero creare strutture interne alle aziende, ma dove i veri attori sono i dipendenti, dove possono parlare liberamente e di tutto quello che vogliono, creando una grande comunità fatta di persone “vere”.
    • Ciò può avvenire non solo attraverso i forum ma attraverso forme di auto-gestione delle pagine e/o dei siti dedicati alla community, creando formi di comunicazione dal basso.
  • Oltre alle strutture interne, il modello “Gonzo” prevede che le aziende sostengano i vari micromercati sparsi per la Rete, non acquistandoli, ma sostenendoli con delle sottoscrizioni, o con offerte particolari, senza mai intervenire sui contenuti, lasciando intatta la credibilità delle varie comunità.
  • Questo modello, di fatti, premierebbe soprattutto le grosse aziende, quelle con moltissimi dipendenti e in più nazioni.
  • Anche in questo libro Locke risulta molto esagerato nei termini e nella filosofia, spesso utopistica. Ma è anche vero che si possono trarre degli spunti molto importanti, come lo è stato il Cluetrain Manifesto per siti diventati importanti come “Esperya”.
  • Tra gli spunti utili possiamo includere:
    • Parlare agli utenti/clienti in modo “normale”, ovvero senza l’impostazione burocratica aziendale, ma da persona a persona.
    • Evitare di essere scorretti, e dire sempre la verità sui propri prodotti, in Rete è facilissimo perdere credibilità, le informazioni viaggiano molto veloci.
    • Promettere sempre quello di cui si è certo di poter mantenere, in Rete anche un solo cliente insoddisfatto puo’ creare molti danni alla propria immagine, infatti esistono molti luoghi dove poter esprimere le proprie insoddisfazioni e lamentele.

Anche in questa riflessione, come nel precedente post "Appunti sull’”E-mail marketing”: Il Permission Marketing secondo Seth Godin", occorre che le aziende riflettano su se stesse e sulle proprie politiche di relationship con gli utenti e con la clientela...

Leonardo Milan

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Appunti sull’”E-mail marketing”: Il Permission Marketing secondo Seth Godin

Da Seth Godin (guru del marketing), nasce un sistema diverso di fare marketing in Rete rispetto a quello tradizionale, ovvero “Permission Marketing”, raccontando la sua filosofia attraverso l’omonimo libro.

  • In “Permssion marketing”, Godin, spiega perchè il marketing tradizionale, e la comunicazione classica d'impresa, siano in crisi.
  • Godin definisce con il termine “interruption marketing” il tentativo di porsi all’attenzione degli utenti attraverso un tipo di comunicazione invasiva, e che questo ha creato in modo rapido la saturazione dell’attenzione degli utenti.
  • Sempre secondo Godin, anche spendendo tantissimo per le campagne marketing, il risultato in Rete risulta modesto, proprio perchè risulta difficile attrarre l’attenzione di chi riceve le offerte.
  • Da queste premesse, Godin sostiene invece che deve essere l’utente a cercare il “dialogo” con l’azienda e assolutamente in modo volontario ed esplicito. Questa filosofia rappresenta il “Permission Marketing”
  • Attraverso questa filosofia, si crea uno scambio alla pari tra l’azienda e l’utente (cosa assolutamente impossibile attraverso i tradizionali sistemi di marketing), e questo permette da un lato all’utente di conoscere meglio l’azienda, e dall’atro permette all’azienda di conoscere i propri utenti e i loro gusti, soddisfazioni ed eventuali feedback sui prodotti e servizi.

Quanto sono considerate queste indicazioni di Seth Godin nella attività di Direct e-mail marketing? Poco o ancora non a sufficienza.

Il “Permission Marketing”, dovrebbe essere praticato nella gestione dell'efficacia della relazione azienda/cliente. Da un rapporto inizialmente invasivo difficilmente nasce una relazione alla pari.

Leonardo Milan

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