L’azienda, la relationship e lo sviluppo del Know How
Insisto sempre sul fatto che l'azienda orientata al cliente (che non vuol dire essere orientati al mercato ma al marketing relazionale, al micro-marketing), non sia solamente un'azienda che ha scelto un'opzione direzionale e startegica al posto di un'altra, ma che sia un'azienda che ha chiaramente scelto di stare sul mercato attraverso e grazie al proprio orientamento al cliente.
Il cliente è una risorsa come lo sono i collaboratori i dipendenti, i partner, i fornitori (... i concorrenti). Sono tutti clienti e sono tutti risorse per un'azienda che intende passare dal valore aggiunto (input/output) dei processi produttivi, alla relationship, al valore delle proprie relazioni di rete... del proprio network, partecipando ai network.
Un'azienda è sempre inserita in una rete di relazioni con altre aziende, con il territorio. E' come fosse uno nodo di una rete di comunicazione ed in un costante dare/avere, scambio, riconosciuto per particolari caratterisctiche distintive (differenziazione).
Un'azienda che ha il konw how come principale asset (anche le aziende manufatturiere, comunque hanno a che fare con il konw how, con i servizi e con l'innovazione...) non può prescindere dalla relationship sopra enunciata... e viceversa. L’azienda di Relationship e di Know How deve potersi aprire allo scambio con l'esterno ed al contempo tesorizzare tale scambio in organizzazione della conoscenza (il c.d. knowledge management) al proprio interno: se non lo fa, l'azienda rischia componjenti importanti della propria competitività e si espone proprio le risorse più innovative (e creative) alla ricerca nuovi sbocchi professionali (o a non essere utilizzate nel proprio potenziale).
L’azienda di Know How può essere vista da tutti come un modello, come azienda a tendere nel futuro (lontano?). Lo so che alcuni aspetti sembrano pura utopia, ma, si sa, l’azienda di Know How vende anche modelli di immaginario, muove i manager a nuove consapevolezze. Ma siamo sicuri che sia solo immaginario? In un paese come il nostro cosa pensiamo che sia il nostro futuro: l'attività manifatturiera o l'ideazione/progettazione?
Ecco come prospettare l'organizzazione della conoscenza (i punti sono tratti da una relazione fatta al congresso di actkm a Canberra, i commenti in corsivo sono dell'autore):
- è in condizioni ambientali coscienti e socialmente responsabili
- condizione indispensabile del marketing etico - non deve giustificarsi
- è connaturata all'azienda, legittimata - usa la storia per spostare la prospettiva
- solo comprendendo la propria evoluzione si sta nell'evoluzione - gli usi hanno un'importante ruolo educativo
- autorizza la gente ad assumersi le responsabilità
- valorizzare la cultura del rischio e del presidio al posto dell'approccio esecutivo ("sono gli altri che pensano per me", "faccio quello che mi dicono di fare, il resto non è compito mio") - ha una struttura piatta
- i processi son guidati dall'intput/output da e verso il cliente, la burocrazia delle procedure se c'è è funzionale a tale flusso informativo - non ha una direzione
- la gerarchia è nelle responsabilità e nei presidi dei nodi organizzativi - reinterpreta un modello dei costi e dei redditi per riflettere sull'importanza della condivisione delle informazioni
- non più solamente centri di costo/profitto ma anche centri di presidio e sviluppo del valore immateriale della conoscenza - tratta le informazioni come parte del capitale dell'organizzazione
- la conoscenza e la gestione del know how è il vero capitale il bene immateriale dell'organizzazione - percepisce in maniera tangibile la conoscenza e le informazioni
- dai dati alle informazioni, dalle informazioni alla conoscenza, dalla conoscenza ai piani di azione... - usa piani d'azione come strumento comunemente utilizzato per sviluppare strategie
- dagli scenari alle strategie, dalle strategie ai piani di azione... e viceversa - >dà valore alle persone per la loro capacità di usare la conoscenza per realizzare i risultati
- tendere alla coincidenza tra la realizaziione del potenziale umano e la realizzazione del potenziale aziendale - consiglia la collaborazione con rispetto, senso del dovere e responsabilità reciproche
- la collaborazione come metodo di interazione efficace, la selezione delle idee migliori come prassi di interazione efficente - ha luoghi di lavoro fisici e virtuali per sostenere il contesto del lavoro
- promuove e sostiene i gruppi d'auto-organizzazione
- l'organizzazione dal basso (button-up) libera il potenziale inespresso delle risorse - abbraccia il valore di creatività
- la creatività, l'invenzione, l'innovazione tende a non dare valore aggiunto ma a generare valore - capisce che cosa è la collaborazione e come metterla in pratica (bene - in linea e non in linea)
- le regole dell'organizzazione della conoscenza sono chiare e tutti le possono attuare, la burocrazia non cambia le regole del gioco per accrescere il proprio potere - crede nella reciprocità
- conta di più il potere di risolvere i problemi e di dare soluzioni piuttosto che il potere gerarchico sulle persone, in questo contesto si realizza la reciprocità - ha volontà di cambiare
- il cambiamento non è reattivo (dovuto a fattori esterni, esogeni), ma una tensione costante: anticipatoria - ha una passione per il successo ed il cambiamento
- il successo è più importante della conservazione della difesa del proprio petere - utilizza ricompense e misurazioni di prestazioni basate sul team
- si trova dove ognuno ha tempo per divertirsi durante l'attività lavorativa
In conclusione, si può affernare che i bisogni e le motivazioni che spingono le persone sono sostanzialmente tre:
- Successo (realizzare progetti, raggiungere obiettivi, trovare soluzioni, ecc.)
- Potere (sugli altri, sulle cose, sul possesso)
- Affiliazione (sentirsi parte di, stare alle disposizioni di)
Sono convinto che l’azienda che adotta la sopra delineata Relationship e lo sviluppo del Know How, tende a spingere se stessa e le risorse umane che la compongono, più verso il successo che verso i meccanismi e le posizioni di potere e di affiliazione.



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