CRM: GESTIONE DELLE RELAZIONI

 

giovedì, ottobre 25, 2007

L’azienda, la relationship e lo sviluppo del Know How

equilibrista Insisto sempre sul fatto che l'azienda orientata al cliente (che non vuol dire essere orientati al mercato ma al marketing relazionale, al micro-marketing), non sia solamente un'azienda che ha scelto un'opzione direzionale e startegica al posto di un'altra, ma che sia un'azienda che ha chiaramente scelto di stare sul mercato attraverso e grazie al proprio orientamento al cliente.
Il cliente è una risorsa come lo sono i collaboratori i dipendenti, i partner, i fornitori (... i concorrenti). Sono tutti clienti e sono tutti risorse per un'azienda che intende passare dal valore aggiunto (input/output) dei processi produttivi, alla relationship, al valore delle proprie relazioni di rete... del proprio network, partecipando ai network.
Un'azienda è sempre inserita in una rete di relazioni con altre aziende, con il territorio. E' come fosse uno nodo di una rete di comunicazione ed in un costante dare/avere, scambio, riconosciuto per particolari caratterisctiche distintive (differenziazione).

Un'azienda che ha il konw how come principale asset (anche le aziende manufatturiere, comunque hanno a che fare con il konw how, con i servizi e con l'innovazione...) non può prescindere dalla relationship sopra enunciata... e viceversa. L’azienda di Relationship e di Know How deve potersi aprire allo scambio con l'esterno ed al contempo tesorizzare tale scambio in organizzazione della conoscenza (il c.d. knowledge management) al proprio interno: se non lo fa, l'azienda rischia componjenti importanti della propria competitività e si espone proprio le risorse più innovative (e creative) alla ricerca nuovi sbocchi professionali (o a non essere utilizzate nel proprio potenziale).

L’azienda di Know How può essere vista da tutti come un modello, come azienda a tendere nel futuro (lontano?). Lo so che alcuni aspetti sembrano pura utopia, ma, si sa, l’azienda di Know How vende anche modelli di immaginario, muove i manager a nuove consapevolezze. Ma siamo sicuri che sia solo immaginario? In un paese come il nostro cosa pensiamo che sia il nostro futuro: l'attività manifatturiera o l'ideazione/progettazione?

Ecco come prospettare l'organizzazione della conoscenza (i punti sono tratti da una relazione fatta al congresso di actkm a Canberra, i commenti in corsivo sono dell'autore):

  • è in condizioni ambientali coscienti e socialmente responsabili
    - condizione indispensabile del marketing etico
  • non deve giustificarsi
    - è connaturata all'azienda, legittimata
  • usa la storia per spostare la prospettiva
    - solo comprendendo la propria evoluzione si sta nell'evoluzione
  • gli usi hanno un'importante ruolo educativo
  • autorizza la gente ad assumersi le responsabilità
    - valorizzare la cultura del rischio e del presidio al posto dell'approccio esecutivo ("sono gli altri che pensano per me", "faccio quello che mi dicono di fare, il resto non è compito mio")
  • ha una struttura piatta
    -
    i processi son guidati dall'intput/output da e verso il cliente, la burocrazia delle procedure se c'è è funzionale a tale flusso informativo
  • non ha una direzione
    -
    la gerarchia è nelle responsabilità e nei presidi dei nodi organizzativi
  • reinterpreta un modello dei costi e dei redditi per riflettere sull'importanza della condivisione delle informazioni
    - non più solamente centri di costo/profitto ma anche centri di presidio e sviluppo del valore immateriale della conoscenza
  • tratta le informazioni come parte del capitale dell'organizzazione
    - la conoscenza e la gestione del know how è il vero capitale il bene immateriale dell'organizzazione
  • percepisce in maniera tangibile la conoscenza e le informazioni
    - dai dati alle informazioni, dalle informazioni alla conoscenza, dalla conoscenza ai piani di azione...
  • usa piani d'azione come strumento comunemente utilizzato per sviluppare strategie
    - dagli scenari alle strategie, dalle strategie ai piani di azione... e viceversa
  • >dà valore alle persone per la loro capacità di usare la conoscenza per realizzare i risultati
    - tendere alla coincidenza tra la realizaziione del potenziale umano e la realizzazione del potenziale aziendale
  • consiglia la collaborazione con rispetto, senso del dovere e responsabilità reciproche
    - la collaborazione come metodo di interazione efficace, la selezione delle idee migliori come prassi di interazione efficente
  • ha luoghi di lavoro fisici e virtuali per sostenere il contesto del lavoro
  • promuove e sostiene i gruppi d'auto-organizzazione
    - l'organizzazione dal basso (button-up) libera il potenziale inespresso delle risorse
  • abbraccia il valore di creatività
    - la creatività, l'invenzione, l'innovazione tende a non dare valore aggiunto ma a generare valore
  • capisce che cosa è la collaborazione e come metterla in pratica (bene - in linea e non in linea)
    - le regole dell'organizzazione della conoscenza sono chiare e tutti le possono attuare, la burocrazia non cambia le regole del gioco per accrescere il proprio potere
  • crede nella reciprocità
    - conta di più il potere di risolvere i problemi e di dare soluzioni piuttosto che il potere gerarchico sulle persone, in questo contesto si realizza la reciprocità
  • ha volontà di cambiare
    - il cambiamento non è reattivo (dovuto a fattori esterni, esogeni), ma una tensione costante: anticipatoria
  • ha una passione per il successo ed il cambiamento
    - il successo è più importante della conservazione della difesa del proprio petere
  • utilizza ricompense e misurazioni di prestazioni basate sul team
  • si trova dove ognuno ha tempo per divertirsi durante l'attività lavorativa

In conclusione, si può affernare che i bisogni e le motivazioni che spingono le persone sono sostanzialmente tre:

  1. Successo (realizzare progetti, raggiungere obiettivi, trovare soluzioni, ecc.)
  2. Potere (sugli altri, sulle cose, sul possesso)
  3. Affiliazione (sentirsi parte di, stare alle disposizioni di)

Sono convinto che l’azienda che adotta la sopra delineata Relationship e lo sviluppo del Know How, tende a spingere se stessa e le risorse umane che la compongono, più verso il successo che verso i meccanismi e le posizioni di potere e di affiliazione.

Leonardo Milan

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